Inchiesta arbitri ferma, ma il commissariamento dell'AIA si avvicina: due i nomi più accreditati
L’inchiesta della Procura di Milano sul mondo arbitrale resta al momento in una fase di stallo, ma attorno all’AIA continuano a muoversi scenari destinati a cambiare profondamente il futuro dell’associazione. La Nazione oggi in edicola fa il punto della situazione. Dopo il clamore iniziale e le numerose audizioni, il fascicolo che vede cinque indagati per frode sportiva, tra cui l’ex designatore Rocchi, non registra particolari sviluppi. Parallelamente, però, prende corpo l’ipotesi di un commissariamento.
La richiesta, motivata da “criticità politico-organizzative”, “incertezza interna” e “mancanza di serenità”, sarà valutata dal Collegio di Garanzia del Coni. Sullo sfondo pesa anche il terremoto istituzionale seguito al fallimento dell’Italia nella corsa al Mondiale, culminato con le dimissioni di Gabriele Gravina dalla presidenza Figc.
Il prossimo Consiglio Federale del 26 maggio potrebbe già portare decisioni importanti. L’orientamento sarebbe quello di affidare il commissariamento a una figura espressione diretta della Figc, con Marco Brunelli e Antonio Di Sebastiano tra i nomi più accreditati. Al loro fianco potrebbe esserci un vice in quota AIA: in pole Pacifici, seguiti da Pisacreta, Massini e Trefoloni.
Dopo l’elezione del nuovo presidente federale prevista il 22 giugno, verranno poi definiti i nuovi quadri arbitrali della CAN, tra promozioni, conferme e dismissioni. Intanto continuano tensioni e manovre interne: c’è chi prova a coinvolgere Rizzoli per ricompattare l’ambiente e chi, come l’ex candidato Matteo Apricena, spinge invece per un azzeramento totale dei vertici che hanno avuto ruoli nell’AIA dal 2012 a oggi.











