Fabregas: "Tra 10 anni vorrei voltarmi, pensare a quello fatto ma soprattutto a come l'abbiamo fatto"
Dopo la tranquilla salvezza al primo anno in Serie A, il Como in questa stagione si è addirittura garantito un posto in Europa League nella loro seconda stagione nel massimo campionato. Con il sogno Champions League ancora matematicamente possibile quando manca una giornata al termine. "Se mi aspettavo un risultato del genere? Io non mi aspetto mai niente, ma lavoro giorno dopo giorno - sottolinea lo stesso Cesc Fabregas ai microfoni di RSI Sport a margine di un evento dedicato al club tenutosi sul lago di Lugano. "Abbiamo iniziato un percorso due anni e mezzo fa, e pian piano giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, stagione dopo stagione stiamo migliorando e questa è la cosa più importante. Fare passi in avanti, crescere, formare i calciatori giovani e valorizzarli nella maniera giusta e creare un'identità chiara. Dipende da quello che si vuole lasciare, tra dieci anni guardare indietro e vedere quello che abbiamo fatto ma soprattutto a come l'abbiamo fatto".
Qual è un aspetto che la rende orgoglioso di questa squadra? "L'umiltà del lavoro, di ascoltare, crescere e voler fare sempre meglio. A livello di talento non siamo la migliore squadra, per niente, però grazie alla cultura del lavoro e ad una chiara idea di gioco riusciamo a dare il meglio di noi stessi".
E ancora: "Nella testa della gente c'è l'idea che si cresca solo vincendo e ottenendo i risultati, in realtà non è così, perché quest'anno siamo cresciuti molto nella sconfitte. È chiaro, però, che porsi degli obiettivi più importanti porta tutti ad alzare il livello ed è quello che vogliamo. Non intendiamo porci limiti, perché ritengo che i limiti siano solo un aspetto mentale. Il vero fallimento, semmai, è quando non si fa il possibile per provare a superare sé stessi e le attese".











