Juventus, retroscena Carnevali: "Alajbegovic? Rischiavamo la fine dell'Inter con Palestra"
TMWA Trento è iniziato il Festival dello Sport. Nel corso del panel "La Juventus nel destino" - tenutosi al teatro Filarmonica - l'amministratore delegato della Juventus, Giovanni Carnevali, ha raccontato un retroscena (leggi qui tutte le sue parole) legato all'acquisto di Alajbegovic. Di seguito le sue dichiarazioni raccolte da TuttoMercatoWeb.com.
Cosa hai visto in Alajbegovic per investire così tanto? È vero che il Chelsea poteva soffiarlo alla Juve?
"Non è stato un mercato facile, è stato complicato. Non per mancanza di denaro, basta vedere quanto fatto ieri dalla proprietà. Il problema nostro è per il settlement agreement, dobbiamo stare dentro certi parametri con l'Uefa. Se vai alla Juve pensi: prendo i 3-4 migliori giocatori, non serve neanche Carnevali. Ma questo non è possibile, allora devi ingegnarti. Un mercato molto creativo, bello ed entusiasmante anche se faticoso. Per ottenere qualcosa ci si deve inventare qualcosa, penso che abbiamo anche ottenuto anche qualcosa che volevamo, tra cui questo ragazzo di 19 anni. Il mercato in generale è super gonfiato, tutte le cifre sono importanti, sarebbe anche il caso di fare un passo indietro, stiamo esagerando in tutto: si parla sempre di 60-70-80 milioni. Alajbegovic è giovane, pagato il giusto? Io penso di sì, un ragazzo di prospettiva. Questo è il tipo di giocatore sul quale possiamo puntare oggi, difficile oggi puntare un top. Dobbiamo anche essere concreti e abbiamo bisogno di giocatori che domani possono essere anche rivenduti a 60-70-80 milioni. Lui ha doti sotto tanti aspetti, lo abbiamo seguio molto. Questi giocatori non riesci più ad acquistarli: non solo la Juve, ma tutta l'Italia. Abbiamo rischiato di perderlo. Se non ci fossimo inventati qualcosa alla fine lo avremmo perso perché è arrivato il Chelsea con un'offerta decisamente superiore. Avremmo fatto la stessa fine che ha fatto l'Inter con Palestra, ci sta: non siamo competiivi con il mercato della Champions. Dobbiamo pensare anche che abbiamo giocatori che non hanno fatto bene gli anni passati, per far entrare giocatori avevamo necessità di far uscire giocatori, operazioni non facili. Fatte sperando che questi ragazzi altrove possano far vedere altrove il loro valore pensando poi che possano essere rivendibili un domani".
Possibile una cessione illustre a luglio?
“Vogliamo una squadra competitiva, sappiamo che abbiamo limiti che dobbiamo rispettare. Vediamo come si evolverà il mercato. Abbiamo ragazzi dati in prestito con possibilità di riscatto da parte dei club. Magari può bastare quello. Per adesso siamo concentrati a fare risultati”.
Hai difeso Spalletti dopo la sconfitta con il Sassuolo. Già il fatto che ti sia stato chiesto di difenderlo non è un bellissimo segnale. Da fuori sembra che non sia convintissimo lui a tirare fuori il massimo da questa squadra.
"Non l'ho difeso, ho detto il mio pensiero, lui non ha bisogno di essere difeso da me. C'era una intervista su Radio Rai già programmata, abbiamo perso con il Sassuolo, cui vanno fatti i complimenti anche se è stata una sconfitta assurda. Si è scatenato tutto quello che di negativo ci poteva essere anche nei confronti di Spalletti. Ma io so che allenatore e uomo è, è un allenatore straordinario, capace, un allenatore che insegna, di allenatori come lui ne abbiamo bisogno".
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