Bisseck torna sul rigore costato uno scudetto all'Inter: "Ha fatto male". E la faccia dice tutto
TMWNel corso del suo intervento al Festival di Trento (leggi qui tutte le sue parole) - nel corso del panel "Il gigante nerazzurro" tenutosi all’Auditorium di Santa Chiara, a Trento - il difensore dell'Inter, Yann Bisseck, è tornato a parlare anche di quando ha causato un rigore che è costato un pezzo di scudetto all'Inter, due stagioni fa, in un 2-2 contro la Lazio.
Che rapporto hai tu con gli errori in campo? Ci spieghi la teoria di dare colpe ad altre cose entro 5 secondi?
"Nella partita non hai tempo di pensare a qualcosa che è successo. Nessuno vuole fare errori, ma capita a tutti. Quando noi difensori sbagliamo è sempre gol. Per me la cosa più facile è dare la colpa a qualcun altro, ma solo nella mia testa eh! O ai tacchetti, all'erba. Quando giochi contro una squadra come il Real è meglio lasciare libera la testa, con me funziona benissimo. La teoria dei 5 secondi? Me l'ha insegnata il mio primo allenatore in Danimarca. In 5 secondi massimo devi dare la colpa a qualcos'altro, come i tacchetti".
Nessun errore fatto in questi anni all'Inter ti è rimasto addosso più di 5 secondi?
"Sì, uno".
Quello con la Lazio con cui hai causato un rigore?
"Sì".
Ma era rigore per te?
(Bisseck fa una faccia dubbiosa e non risponde, n.d.r.).
Come te lo sei lasciato alle spalle?
"Non c'è altra cosa da fare, la stagione dopo stava arrivando così come la finale di Champions, dovevamo stare sul pezzo. Naturalmente ha fatto male. Avevamo fatto una buonissima gara. Ricordo sempre che ho fatto gol, perché mi dispiace per la mia squadra e i miei tifosi. Nel calcio e nella vita ci sono momenti che fanno male. Questo momento mi ha fatto però crescere di più. Non sono contento che sia accaduto, ma fra 10 anni spero di poter dire di essere cresciuto tanto".
Altre notizie Serie A






