L'architetto Boeri: "Inter, è lo scudetto di Chivu. Ricorda il capolavoro di Invernizzi"
L'architetto Stefano Boeri, di fede interista, ha commentato ai taccuini dell'edizione odierna della Gazzetta dello Sport, dello scudetto dei nerazzurri: "Sicuramente nei primi cinque, magari al quarto posto. Il primo è quello di Giovanni Invernizzi nella stagione 1970-71, completamente inatteso e per questo indimenticabile. Avevo 13 anni, andavo nei popolari già da quando ne avevo sei. La squadra aveva dentro un po’ della Grande Inter, da Mazzola a acchetti fino a Jair: c’erano pezzi di memoria storica e Invernizzi ridiede serenità e libertà tattica ai senatori".
Proseguendo con gli altri "tricolori" c'è "lo scudetto delle due stelle lo metto al secondo posto, e i motivi sono chiari a tutti, considerando che ho due fratelli milanisti... La terza posizione potrebbe sorprendere: scelgo lo scudetto vinto con Antonio Conte, un po’ perché è stata la svolta e ha dato inizio a questo ciclo, e un po’ perché era il primo abbraccio che ci concedevamo dopo la pandemia".
Infine questo scudetto viene collocato "come quello di Cristian Chivu, il collante di giocatori e tifosi. Un allenatore coraggioso e un uomo serio: avrebbe potuto accontentarsi di una squadra qualificata alla Champions che si leccava ancora le ferite, invece ha trasmesso un senso e un gioco diverso. Soprattutto, ha unito la vecchia guardia, da Barella a Lautaro e Bastoni, ai nuovi arrivati. Sono diventati una cosa sola. In modo leggermente diverso, ricorda il capolavoro di Invernizzi".











