L'epilogo di Allegri ci ricorda che le minestre riscaldate al Milan non funzionano
Dal rinnovo automatico all'esonero, nel giro di 90 minuti. Finisce nel peggior modo possibile l'esperienza-bis di Massimiliano Allegri al Milan. Confermando la regola non scritta in casa rossonera che le minestre riscaldate non funzionano.
La speranza che sembrava fino a due mesi fa certezza, era che il tecnico livornese ricalcasse quanto fatto da Nereo Rocco, campione d'Italia con i rossoneri in due parentesi diverse. Si è rivelato invece più vicino Fabio Capello, richiamato a furor di popolo nel 1997, col Milan fuori dalle coppe, e che ha chiuso al 10° posto e Diavolo ancora lontano dall'Europa. Quell'esperienza pose la parola fine ai cavalli di ritorno, considerando anche quanto accaduto nel 1996/97 con Arrigo Sacchi.
L'uomo che portò il Milan a vincere un campionato, due coppe dei campioni e altrettante intercontinentali raccolse la squadra a campionato in corso da Oscar Washington Tabarez, arrivando a un clamoroso 11° posto. E di fatto segnando profondamente la sua carriera di allenatore.
Capitolo a parte invece per Nils Liedholm: il tecnico della stella (campionato 1978/79) tornò al Milan nel 1984, una squadra che solo pochi anni prima aveva conosciuto la Serie B e che in quelle stagioni dovette anche convivere con una situazione finanziaria complicata. Lo svedese al netto di quelle grandi difficoltà fece un buon lavoro. L'arrivo di Silvio Berlusconi nel 1986 portò aria nuova e a farne le spese fu anche il Barone.











