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La cura della ludopatia, le finanze gestite da un amministratore. Viaggio nel mondo di Fagioli

Simone Lorini
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Simone Lorini
martedì 17 ottobre 2023, 10:16Serie A
17.10.2023 10:16Serie A
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it

Il Corriere dello Sport spiega oggi che il caos calcioscommesse è iniziato il 23 maggio scorso: gli inquirenti chiedono conto al centrocampista della Juve Nicolò Fagioli di un incontro, avvenuto nei giorni precedenti in un bar di Torino, con uno dei sospettati della maxi-inchiesta sulle scommesse condotta da Manuela Pedrotta, pm del gruppo terrorismo ed eversione dell’ordine pubblico. La squadra mobile, scandagliando i siti illegali, va alla ricerca delle possibili connessioni con la criminalità organizzata e il signor X, allibratore conosciuto in certi ambienti, è un elemento chiave. Quello stesso soggetto viene visto in compagnia del calciatore della Juventus.

Fagioli non nega nulla, tranne il tentativo di estorsione, e si dimostra subito collaborativo: «Ho scommesso» ammette, senza indugi, consegnando agli agenti il cellulare, il tablet e il pc. A quel punto, il 22enne si rende conto che il suo comportamento può avere pesanti ripercussioni in ambito sportivo e nelle ore immediatamente successive informa la Juventus, si rivolge a due legali e prende contatti con la procura della Figc, chiedendo un’audizione prima ancora che i magistrati di Torino trasmettano gli atti in Federcalcio.

La consapevolezza del disturbo non tarda ad arrivare. Nicolò ne parla in famiglia, chiede consiglio agli specialisti della Juve e già in estate sceglie di affi darsi al professor Jarre, un luminare delle patologie da dipendenza che tuttora visita una volta a settimana, inserito in un progetto di Dipartimento Patologia delle dipendenze dell’ASL TO3. Le sue fi nanze ora vengono gestite da un amministratore e da mesi è in cammino per guarire dal disturbo patologico del gioco d’azzardo, anche se a breve dovrà fermarsi per una inevitabile squalifica.

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