La gestione della Samp secondo Giampaolo: "Ho un metodo di lavoro che non esclude nessuno"
"Bisogna essere bravi a trovare risorse interne e a capire come giocare di partita in partita. Probabilmente non giocheremo sempre allo stesso modo da qui alla fine perché le contestualizzeremo ma dovremo tirare fuori il meglio da ognuno di loro". Parla così Marco Giampaolo, tecnico della Sampdoria, alla vigilia della sfida contro l'Empoli: "Innanzitutto ho un metodo di lavoro che non esclude nessuno, non me lo sono mai sognato nella mia carriera di escludere qualcuno. Ne voglio 20, non voglio allenarne 25 perché lì devi escluderne qualcuno. Nella partecipazione al lavoro settimanale io coinvolgo sempre tutti. Oggi il calcio dice che è cambiato perché si inizia in undici e si finisce in sedici. Cinque cambi alla fine sono il 50% dei primi undici e cambiano totalmente le squadre. Chi ha panchine profonde, panchine di qualità, riesce anche a cambiare le partite. E io ai miei calciatori dico che si inizia in undici ma si finisce in sedici, i cambi ti possono affossare come dare quella spinta in più. Non ci sono più titolari o riserve. Ci sono undici che la giocano e sedici che la finiscono. Nel 2022 la visione del calcio è cambiata. Una volta ci ricordavamo la formazione dell'1 all'11 come un ritornello, adesso è tutto diverso".






