Lazio, inizio esplosivo: Gattuso come Eriksson e Inzaghi. Poi la telefonata con Fabiani
Un avvio di campionato così travolgente della Lazio non si vedeva dai tempi di Sven-Goran Eriksson nel 1999/00 e di Simone Inzaghi nel 2017/18. Gennaro Gattuso proietta i biancocelesti in doppia cifra dopo le prime quattro giornate, prendendosi temporaneamente la vetta della classifica e ribaltando i pronostici della vigilia che lo indicavano tra i tecnici più a rischio esonero. Oltre ai risultati, la squadra biancoceleste ha convinto per identità e qualità di gioco, dimostrando di avere le carte in regola per ambire a un piazzamento europeo nonostante le prudenze della vigilia.
Chiarimento e ambiente sereno
Dopo il successo contro il Milan, l'allenatore di Corigliano ha cercato di smorzare gli entusiasmi, chiedendo di non fissare prematuramente l'Europa come obiettivo minimo. Il confronto telefonico con il direttore sportivo Angelo Fabiani - secondo quanto rivelato dalla Gazzetta dello Sport - ha riportato serenità e allineamento sulla comunicazione societaria: la priorità resta il lavoro sul campo senza proclamisi ufficiali. Il gruppo condivide la visione del tecnico, con il capitano Mattia Zaccagni che ha confermato la bontà del percorso intraprendere pur riconoscendo la necessità di gestire meglio i momenti di vantaggio.
Gli effetti
Il lavoro di Gattuso si sta rivelando determinante anche nella valorizzazione dei singoli, come nel caso di Nuno Tavares, tornato sui livelli devastanti di due stagioni fa. La crescita complessiva passerà dal recupero degli infortunati chiave, in primis Nicolò Rovella nel ruolo di perno metodista del centrocampo. In un campionato lungo e ricco di insidie, la Lazio ha posato le basi per candidarsi al rientro stabilmente nelle competizioni europee.






