Lazio-Inter 3-1, le pagelle: Sarri stende Inzaghi, Luis Alberto fa il Mago. Lukaku stecca
Risultato finale: Lazio-Inter 3-1
LAZIO - A cura di Andrea Piras
Provedel 7 - Nel momento di maggiore pressione dell’Inter dimostra di avere reattività salvando i suoi compagni di squadra. Puntuale anche nelle uscite sui cross che arrivano dal fondo. Incolpevole sulla rete di Lautaro, provvidenziale su Dumfries.
Lazzari 6,5 - Reduce dall’influenza, Sarri decide di schierarlo dal primo minuto ma si vede che non è al top della condizione. Mostra comunque grande volontà percorrendo in diverse occasioni la corsia. Dal 72’ Hysaj 6,5 - Preciso nelle chiusura dalla sua parte, non sbaglia un intervento sulle sgroppate nerazzurre.
Patric 7 - Gli automatismi con Romagnoli si perfezionano sempre di più. Preciso al centro dell’area, viene sollecitato spesso dai cross dal fondo ma lui si fa trovare pronto.
Romagnoli 7 - Lui, ex milanista, sente aria di derby. Si francobolla a Lukaku sovrastando il belga nel gioco aereo e anticipandolo sempre dando solidità al reparto.
Marusic 6,5 - Dumfries non è certo un cliente facile. Cerca di arginarlo con le sue armi anche se l'esterno nerazzurro spinge molto. Più sicuro nella ripresa quando sale di tono.
Milinkovic-Savic 7 - Inizia un po’ contratto ma poi quando c’è da lottare non si tira mai indietro facendo vedere i muscoli ma anche la sua qualità deliziando la platea con giocate da campione. Sublime l’assist che Felipe Anderson tramuta in rete.
Cataldi 6,5 - Dirige le operazioni in mezzo al campo forse iniziando un po’ basso. E’ sempre comunque preciso nell’andare a chiudere sui giocatori nerazzurri. Rischia solo nel primo tempo in occasione del contatto con Dumfries. Dall’84’ Marcos Antonio s.v.
Vecino 6 - Ex di serata non sente la pressione della gara. Tanta corsa e tanto pressing ma anche diverse sgroppate sulla sinistra alternandosi con Zaccagni. Dal 57’ Luis Alberto 7,5 - Il Mago lascia il segno. Dopo una serie di giocate da applausi rompe l’equilibrio calciando di prima intenzione su retropassaggio di Pedro lasciando di sasso Handanovic.
Felipe Anderson 7,5 - Dopo un inizio difficile, complice anche la pressione dei giocatori nerazzurri, trova su un assist perfetto di Milinkovic-Savic una zuccata vincente che sblocca il punteggio. Dall’84’ Cancellieri s.v.
Immobile 6,5 - E’ il primo a pressare i portatori di palla interisti, attende il momento giusto per colpire ma è sfortunato prima calciando di poco sul fondo e poi ingaggiando un duello con Handanovic che non gli concede la gioia del gol.
Zaccagni 6,5 - Anche lui sale di tono col passare dei minuti. Vicino alla rete nel primo tempo quando calcia dalla distanza ma Skriniar salva tutto con un colpo di testa provvidenziale. Dal 57’ Pedro 7,5 - Cambia l’inerzia del match. Serve a Luis Alberto la palla del 2-1. Chiude i conti con un destro chirurgico che termina alle spalle di Handanovic.
Sarri 7,5 - La sua squadra soffre, sa pungere a dovere l’Inter e poi incanta con il giro-palla. Nella ripresa cambia l’inerzia del match dopo il pareggio di Lautaro Martinez con gli inserimenti di Pedro e Luis Alberto.
INTER - A cura di Ivan Cardia
Handanovic 6 - Sollecitato, più di un volta, tiene botta e tiene anche a galla i suoi. Quasi le responsabilità sui gol (esce in ritardo sul primo?), specie il secondo davanti alla cui bellezza non può far altro che inchinarsi.
Skriniar 5,5 - Alla fine, alza i remi in barca pure lui. Chiude, di corpo e di faccia, diverse porte in faccia agli avversari, ma nel finale non riesce a farsi il muro che i tifosi conoscono e chiude nervoso come tutta la squadra.
De Vrij 5,5 - Con Ciro, lo sa bene, un secondo di distrazione può essere fatale. Tra i fischi dell'Olimpico, ne regala uno al quarto d'ora e l'ex compagno lo grazia. Da lì in poi, tutto bene, sino al finale incerto anche per l'olandese.
Bastoni 5 - Co-protagonista in negativo in occasione dell'azione che porta al vantaggio biancoceleste, non riesce a rimettere in sesto la retroguardia e anche in fase offensiva manca all'appello.
Dumfries 6,5 - Sua la prima conclusione del match, sue alcune delle cose più pericolose fatte dall'Inter. Sua anche la zuccata che manda a segno Lautaro, e in buona sostanza suo anche uno dei voti miglior dell'Inter questa sera. (Dal 69' Darmian 5 - Meno spinta dell'olandese, ma soprattutto dalle sue parti la Lazio sfonda).
Barella 6 - Supporta la verve di Dumfries, senza regalare particolari colpi di genio. Combatte dietro, senza paura del mismatch fisico con Vecino, in sganciamento per vie centrali si vede troppo poco. (Dal 77' Correa s.v.).
Brozovic 5,5 - C'è da cucire le trame, ma c'è anche da alzare i giri del motore quando serve e questa cosa stasera gli manca. S'abbassa tanto, forse persino troppo, perdendo il duello in cabina di regia con Cataldi.
Gagliardini 5 - Oltre a Milinkovic c'è di più? Fino a un certo punto, perché stavolta la mossa tattica non paga. E il serbo, in serata di grazia, fa quello che vuole. Più per meriti suoi che demeriti dell'ex Atalanta, ma tant'è. (Dal 77' Calhanogllu s.v.).
Dimarco 5,5 - Aspettando Robin, si candiderebbe volentieri al ruolo di Batman. A restare nell'ombra sono però le diagonali, come quella letta male che porta al vantaggio di Anderson. In fase offensiva, il suo mancino delicato è una risorsa preziosa, seppur non capitalizzata. (Dal 69' Gosens 5 - Il primo tocco spiega perché in questo momento parta dietro. Deve recuperare terreno).
Lukaku 5 - Immobile gli ha pronosticato 20-25 gol, al suo cospetto s'inceppa. Quando ha praterie per sfruttare la sua potenza, va ma non sfonda; nello stretto, e non è una novità, fa più fatica. Non tantissime, va detto, le palle gol costruitegli dai compagni. (Dal 69' Dzeko 5,5 - Troppo poco tempo in campo, ma comunque non incide).
Lautaro 6,5 - Ha chiuso da stella, è ripartito allo stesso modo. Prosegue il suo momento magico, ci prova anche quando tutti gli altri mollano il colpo. Il migliore in campo degli sconfitti.
Inzaghi 5 - Ripropone l'idea di avere Gagliardini a limitare Milinkovic e funziona fino a un certo punto. Tardivi i cambi e sbilancia troppo la squadra in cerca di un pareggio che non arriva: un nuovo Perisic non si fa dall'oggi al domani, ma è una soluzione che l'Inter non ha più e deve ritrovare in rosa.






