Il Milan e il ds: si punta a un italiano con potere di firma, Kirovski e Gardiner non ce l’hanno
Lunedì sarà passato un mese dalla famosa epurazione di massa attuata dal Milan, e in particolare dal proprietario Gerry Cardinale, all’indomani del ko contro il Cagliari che costò ai rossoneri la qualificazione in Champions League e il posto di lavoro a Massimiliano Allegri, Giorgio Furlani, Igli Tare e Geoffrey Moncada.
Se sul fronte allenatore il Milan, dopo vari tira e molla, è riuscito a strappare il sì dal portoghese ex Sporting Club e Manchester United Ruben Amorim, annunciato ufficialmente nella giornata di martedì 16 giugno, ben più nebulosa è ancora la situazione legata al nuovo direttore sportivo che dovrà operare su un mercato che si preannuncia già particolarmente caldo e complicato per il Diavolo.
Dopo le fumate nere arrivate negli scorsi giorni per Ralf Ragnick, rimasto CT dell’Austria, sia per Markus Krosche, bloccato dall’Eintracht Francoforte, sta emergendo con sempre più forza una clamorosa ipotesi di soluzione interna. Come infatti riferito dal noto esperto di mercato Matteo Moretto, intervenuto sul canale YouTube di Fabrizio Romano, la dirigenza del Milan potrebbe decidere per una promozione dell’attuale direttore sportivo della seconda squadra Jovan Kirovski e dell’head of analytics Bobby Gardiner. Il problema è che questi due profili non avrebbero il potere di firma per operare sul mercato ed è per questo che i rossoneri starebbero comunque puntando a inserire all’interno dell’organigramma societario una figura italiana che sia operativa con potere di firma, cosa che al momento ha solo Calvelli.






