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Monza, l'appello di Baldissoni: "Il divario fra A e B continua ad allargarsi, ci rimettono tutti"

Monza, l'appello di Baldissoni: "Il divario fra A e B continua ad allargarsi, ci rimettono tutti"TUTTOmercatoWEB
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Daniele Najjar
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Daniele Najjar
Oggi alle 18:20Serie A

L'amministratore delegato del Monza, Mauro Baldissoni, ha parlato dal palco del panel "Welcome back in Serie A" nel corso del Festival della Serie A che si sta svolgendo a Parma. Di seguito le sue parole raccolte da TMW.

Il Monza è partito male e poi è salito. Ora arrivatte come "ultimi arrivati" o con il brand famoso che ricordavamo in A?
"Bisogna cambiare faccia nel calcio, non possiamo pensare che ciò che valeva tre anni fa valga anche il prossimo anno. I valori dal passato sono stati utili, ma all'inizio anche un peso come si è visto per le difficoltà di inizio campionato. Un ambiente depresso non aiuta a fare risultati. Quei valori però sono serviti a recuperare la categoria. Bisogna fare affidamento su competenze e idee, altrimenti il Monza fa fatica a competere contro squadre che sono colossi. Faccio una riflessione".

Prego.
"Il divario fra a e B continua ad allargarsi, questo è un problema di tutti. La Serie B è tremendamente incomparabile per la disponibilità media. Poi questo comporta anche perdita di competitività anche in Serie A. Bisogna fare riflessioni profonde. Probabilmente è stato un grosso errore separare Serie A e Serie B. Le squadre professionistiche devono avere disponibilità più comparabili nell'interesse del calcio italiano".

Non si può però tornare indietro.
"È un tema di volontà. Ora c'è una nuova fase federale, il nuovo presidente verrà votato dai vari club delle varie componenti. Alcune hanno già dato un appoggio preventivo a un candidato".

La divisione forse c'è perché le 5-6 big non vogliono avvicinarsi a voi.
"Le big pensano di non avere interesse. Lo scadere della competitività media va anche a loro danno. Questo induce le big a dover spendere di più se si perde competitività nel campionato. Che deve colmare il gap rispetto ad altri campionati. Come fare se non approfittando di un campionato dove i talenti vanno a giocare come la Serie B? Aggiungo una cosa".

Prego.
"Il tema della stanza di compensazione: non possiamo rendere l'acquisto del giocatore italiano sconveniente rispetto a comprarlo dall'estero. Diventa totalmente sconveniente. La garanzia del sistema è opportuna, ma ci deve essere una garanzia del sistema stesso nei confronti di tutte le squadre professionistiche".

Sulla scelta di Malagò per la FIGC?
"Ha il curriculum, la passione e la personalittà per provarci. Ma senza un reale contributo di tutte le componenti neanche lui riuscirà a muovere nulla. Ci vuole collaborazione reale delle componenti, che facciano anche un passo indietro dove serve.

Sulla conferma di Bianco?
"L'allenatore deve essere un'espressione del progettot tecnico della societtà, non è una questioen di nome. Si lavora insieme, quotidianamente. Non gli si chiede conto di settimana in settimana. Questo rende il rapporto efficacie e forte. Se poi cambiano i presupposti del rapporto si cambia. Con Bianco lo abbiamo trovato annunciato dalla precedente proprietà, che però è stata corretta e ci aveva detto: 'Visto che lo abbiamo scelto noi, se lo volete mandare via lo paghiamo noi'. Ma noi ci siamo seduti con lui trovando un allenatore aperto e collaborativo verso le nostre idee. Deve esserci un progetto condiviso, un progetto della società, non del singolo allenatore".

Sul modello Como?
"Hanno investito sui profili corretti. Ma hanno avuto la possibilità di investire su diversi profili giovani di questo tipo pagandoli in un certo modo. Noi vogliamo essere il Monza, non vogliamo essere nessun altro, ma appreziamo la capacità del Como di individuare prospetti. Con idee e innovazione. Quello è ciò che faremo. Probabilmente con una capacità diversa di spesa. Il club deve essere prima di tutto auto-sostenibile. Il club deve poter creare valore e gestire le proprie risorse. Se poi il club si prende rischi in più può essere un vantaggio, ma quel rischio deve essere sostenuto da scelte giuste".

Tre nomi dal settore giovanile?
"Non voglio fare nomi per non penalizzare gli altri. Ne abbiamo aggregati più di 2-3 in prima squadra, portando su giocatori del 2009. Abbiamo creato un gruppo-elite di 7-8 giocatori che hanno fatto due allenamenti pomeridiani a settimana con lo staff della prima squadra".

Fonte Dal Festival della Serie A a Parma
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