Morata sulla Juventus: "Ripenso ancora alla finale di Champions con il Barcellona"
Nel corso del suo intervento a "El Camino de Mario" con Mario Suarez l'attaccante del Como, Alvaro Morata, è tornato a parlare della sua esperienza alla Juventus: "Perché lasciai il Real per la Juve? Per cercare di costruirmi un nome e una storia tutta mia. In quel periodo giocavo poco nel Real Madrid e arrivò un club come la Juventus, per il quale ero il trasferimento più importante degli ultimi anni. Mi sentii molto apprezzato. Se il posto migliore in cui ho giocato sia Torino? Sì, sono stato molto felice lì", le sue parole.
Poi spiega: "Tanta gente mi diceva che sarei dovuto andare in prestito. Le opzioni erano Wolfsburg e Juventus. Un giorno, parlando con mio padre e con Juanma López, mi dissero di andare alla Juve e affidarmi al destino. Quell'anno arrivammo in finale di Champions League e vincemmo tutto in Italia. Fu incredibile", ha detto ancora Morata.
E ancora: "Ho avuto la fortuna di giocare in tanti posti. La gente ride quando dico 'Il mio sogno era giocare lì'. Chiedete a un bambino se gli piacerebbe giocare nelle squadre in cui ho giocato io.
Sul significato di vincere la Champions League: "È qualcosa di incredibile per ciò che rappresenta e per la sua storia. La finale persa contro il Barcellona con la Juventus mi ha lasciato per sempre la sensazione di chiedermi cosa sarebbe successo se avessimo vinto. Ricordo ancora l'arrivo all'aeroporto e quei 40.000 tifosi bianconeri. Le due Champions vinte con il Real Madrid sono state qualcosa di straordinario, ma al tempo stesso quasi normale per quello che rappresenta quel club. Vincere la Champions ha un significato diverso a seconda del posto in cui la conquisti".






