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Mou vuole i campioni, ma la cosa migliore della Roma sono i ragazzini: i migliori talenti

Mou vuole i campioni, ma la cosa migliore della Roma sono i ragazzini: i migliori talenti TUTTOmercatoWEB
© foto di Insidefoto/Image Sport
Ivan Cardia
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Ivan Cardia
lunedì 21 febbraio 2022, 14:00Serie A

Felix Afena-Gyan arriva da Sunyani e si è già preso la ribalta, comprese le scarpe. Cristian Volpato è italiano di Camperdown, Australia, e si porta dietro la benedizione di un certo Totti. Nicola Zalewski ha origini polacche ma è di Tivoli, ha superato un momento difficile e ora punta alla carota, più che al bastone. Nel pantheon di Edoardo Bove, romano dell'Appio Latino, c'è Daniele De Rossi come modello di riferimento. Dimitrios Keramitsis da Salonicco vuole imitare Dellas e Manolas. È bella, variopinta e cosmopolita la meglio gioventù della Roma. Ne sapeva qualcosa Fonseca, che nel finale di stagione tirò fuori il gioiellino Ebrima Darboe, scappato dal Gambia attraverso la Libia e la Sicilia. Ne sa qualcosa José Mourinho, che nel momento di difficoltà, ancora una volta, ha trovato nei ragazzini la cosa migliore della tribolata stagione dei giallorossi.

L'altra Roma che sorride. Non è una novità, il vivaio della Magica. Non è lo dal punto di vista storico: senza tornare al Pupone, a capitan Futuro, a Florenzi e Lorenzo Pellegrini, basta pensare pensa al Sassuolo che oggi si gode i vari Scamacca e Frattesi, all'altro Pellegrini, Luca, titolare nella Juventus. Non è una novità neanche per chi segue la Primavera, allenata da Alberto De Rossi e prima, anzi primissima in classifica: una sola sconfitta in venti partite, dieci punti di vantaggio sul Cagliari secondo. A Trigoria già luccicano l'argenteria, senza sedersi sugli allori: di Benjamin Tahirovic, svedese con origini bosniache di cui si dice un gran bene e che gli uomini mercato delle giovanili giallorosse hanno pescato a febbraio dal Vasalund. È un potpourri che funziona, la Roma dei giovani: c'è il meglio che offre un bacino inimitabile come Roma e quello che il settore scouting va a cercare in giro per l'Italia e per il mondo. Un piccolo tesoro da sfruttare.

I campioni? Meglio i ragazzini. Allenatore che vince e pretende, Mourinho ha più volte lasciato intendere di aver intrapreso un approccio diverso in questa nuova avventura. Lo ha detto a chiare lettere Tiago Pinto, parlando dello Special One come di un tecnico voluto per costruire un ciclo verde e futuro, senza pensare più di tanto all'immediato. Qualcosa che Mou non è mai stato, e infatti ha bussato più volte alle porte della dirigenza, ottenendo: Abraham in estate, ora Maitland-Niles e Oliveira. Campioni o comunque giocatori pronti, dopo aver sparato a zero su una rosa non all'altezza delle sue aspettative. Nella quale, nonostante questo e - va detto - anche per meriti suoi che ha il coraggio di buttarli nella mischia, brillano soprattutto i giovanissimi. Piccole pepite d'oro da crescere con cura, senza fretta ma con attenzione. Il tesoretto è a disposizione, ora tocca gestirlo al meglio: da Totti, De Rossi e Florenzi in poi, qualche futura promessa a Roma si è anche persa.

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