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Paratici archivia l'era delle (false) promesse: la Fiorentina riparte da programmazione e competenza

Paratici archivia l'era delle (false) promesse: la Fiorentina riparte da programmazione e competenza TUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca 2026
Niccolò Righi
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Niccolò Righi
venerdì 19 giugno 2026, 06:53Serie A

“Competitiva” e “duratura”. È questa la Fiorentina del futuro che cercherà di costruire Fabio Paratici, intervenuto ieri in conferenza stampa per tracciare un bilancio della stagione appena terminata e proiettarsi alla prossima. Un profilo basso, anzi bassissimo, mantenuto dal dirigente gigliato che ha parlato molto di obiettivi programmatici, ma senza quasi entrare mai nel merito dei singoli. L’unica eccezione è stata nel parlare di Dodo, destinato - con tutta probabilità - a salutare in estate. “A 28 anni è legittimo avere delle ambizioni: vedremo cosa accadrà”, il commento sul brasiliano che non lascia troppo spazio alle interpretazioni. Per il resto tutto ‘top secret’, dal riscatto di Solomon alla scelta di puntare o meno su due veterani come Gosens o De Gea: “Non sono qui a dire le cose che noi ci diciamo con giocatori e agenti”. E anche su Kean non si è sbottonato: “Speriamo e vogliamo che sia il nostro numero 9 ma come tutti i club non siamo totalmente padroni del nostro destino”.

Una rottura con il recente passato
Paratici non ha fatto grossi proclami da prima pagina che rischiano di non trovare un seguito. “Non sono qui per raccontare le favole” ha ribadito più volte in maniera piuttosto netta, pur non sottraendo sé stesso e la squadra dall’esigenza di tornare a competere. “Non voglio parlare di posizioni in classifica, il nostro obiettivo è competere negli anni facendo le cose per bene. Posso accettare di arrivare un anno 14º per mettere le basi che ci possano portare a lottare per il 4º posto, ma non voglio stare quattro anni a lottare per il 7º e 8º posto”. Una tirata di orecchie alla vecchia gestione della Fiorentina, che spesso ha utilizzato proprio quei piazzamenti - e la qualificazione in Conference League - per nascondere sotto al tappeto una serie di problemi che sono emersi tutti insieme, con impeto travolgente, nella scorsa stagione.

La necessità di avere tempo
Il tempo è la cosa più preziosa che abbiamo e tempo è la cosa che ha chiesto Paratici. Se Roma non è stata costruita in un giorno, la Fiorentina non verrà costruita in tre mesi. Anche per questo il ds non ha voluto sbilanciarsi sugli obiettivi: servirà prima strutturarsi, poi si potrà pensare sempre più in grande. Anche per questo motivo potrebbero arrivare dei cambiamenti pure nel dietro le quinte. Alla domanda su un possibile rinnovamento del comparto medico, il dirigente ha svelato che ci sarà un “cambio di processi operativi” che porterà ad un’ottimizzazione delle persone che già sono all'interno del club. Competenza e unione d’intenti dunque, come stelle polari che dovranno essere accompagnate e supportate dalla piazza, dai media e dalla famiglia Commisso che, per bocca del dg Ferrari, ha ribadito come non ci sia alcuna volontà di fare un passo indietro e di cedere la Fiorentina.

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