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Rivera ricorda Baresi: "Un predestinato, lo capimmo subito. Il più grande difensore italiano"

Rivera ricorda Baresi: "Un predestinato, lo capimmo subito. Il più grande difensore italiano" TUTTOmercatoWEB
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
Pierpaolo Matrone
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Pierpaolo Matrone
Oggi alle 17:38Serie A
Gianni Rivera ripercorre l'esordio di Franco Baresi con il Milan e ne celebra la carriera: "Era un predestinato, il più grande difensore della sua epoca".

Gianni Rivera riavvolge il nastro dei ricordi e racconta il primo incontro in campo con Franco Baresi, destinato a diventare una delle più grandi bandiere della storia del Milan. Intervistato da La Gazzetta dello Sport, l'ex Pallone d'Oro torna al debutto del futuro capitano rossonero, avvenuto il 23 aprile 1978 contro il Verona: "Liedholm lo prese da parte e gli disse soltanto: 'Adesso giochi tu'. E lui disputò una grande partita, senza problemi, con sicurezza e sempre a testa alta". Rivera ricorda anche la timidezza del giovane Baresi: "Mi dava del lei. Gli dissi: 'Siamo compagni di squadra, non sono il tuo padrone. Sono soltanto il tuo capitano'".

"Era un predestinato, Rocco lo capì subito"

Rivera racconta anche un curioso retroscena dello spogliatoio al termine di quella partita. "Nereo Rocco gli disse scherzando: 'Cio', mona, te ga zoga' anca ti?'. Franco sorrise, abbassò la testa e andò sotto la doccia". Poco dopo, però, il Paron si sbilanciò: "Mi disse: 'Questo mulo xe bon, ma veramente bon'". Un'impressione condivisa anche dall'ex numero 10 rossonero: "Si vedeva subito che era un vero talento. Aveva il passo giusto, la rapidità, la grinta. Dissi che sarebbe diventato il libero del futuro". Da lì iniziò una carriera straordinaria, culminata con lo scudetto della stella e le successive vittorie europee.

"Franco è stato il cuore e l'anima del Milan"

Nel finale Rivera rende omaggio alla figura di Baresi, definendolo il simbolo assoluto del club. "È stato il più grande difensore della sua epoca, un fuoriclasse e un leader di enorme spessore. Credo sia stato penalizzato anche nella corsa al Pallone d'Oro". Infine, il ricordo più significativo: "Franco è stato il cuore e l'anima del Milan. Poteva andare via, lo volevano altri club, ma è rimasto anche in Serie B. Ha sofferto, ha pianto, non ha mai mollato. Spero che in futuro possano nascere altri uomini come lui: sotto questo aspetto il nostro 'Piscinin' è stato unico".

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