Rivera: "Calcio in mano al denaro. Mancini? Un oltraggio verso giocatori e tifosi"
Gianni Rivera, intervistato da Il Fatto Quotidiano parte dalla battaglia legale sull’utilizzo della propria immagine nei videogame. "Non ho mai fatto pubblicità per nessuno, nonostante le proposte ricevute nel corso degli anni siano state numerose e redditizie", spiega l’ex numero 10, che racconta di avere scoperto soltanto in seguito la presenza del proprio personaggio nel gioco e di avere deciso da lì di rivolgersi ai tribunali.
Lo sguardo si allarga poi al calcio di oggi e alla sua gestione. "Il mondo del football, da Blatter a Infantino, ha sempre avuto il denaro come padrone. Finché comanda il denaro, il calcio non cambierà". Una trasformazione che, secondo Rivera, riguarda anche chi va in campo: "I giocatori oggi sono aziende e fanno squadra con gli altri solo in campo".
Rivera, che negli scorsi mesi si era proposto anche come potenziale presidente federale, torna quindi sul proprio rapporto con le istituzioni. "Io sono scomodo, ieri come oggi, perché le mie idee disturbano da sempre il potere. Infine, un passaggio anche sul presente della Nazionale. Rivera avrebbe visto con favore un ruolo importante per Paolo Maldini, soprattutto per la sua indipendenza, mentre boccia nettamente il ritorno di Roberto Mancini: "Riportare in panchina Mancini è un oltraggio verso tifosi e giocatori".






