Sampdoria, destino appeso a un filo. Il 26 e il 29 l'assemblea degli azionisti: gli scenari
Il tempo stringe per la Sampdoria. Sono giorni frenetici quelli che trascorrono dietro le scrivanie di Corte Lambruschini, e non solo. L'obiettivo resta uno solo. Cercare di salvare il titolo sportivo e garantire al club blucerchiato la continuità aziendale che permetterebbe la prossima stagione l'iscrizione al campionato di Serie B. Una situazione complessa e che preoccupa i tantissimi tifosi che nei mesi trascorsi non hanno mai fatto mancare il loro appoggio alla squadra ma al contempo hanno manifestato con decisione, ma civiltà, contro la proprietà per aver causato tutto questo e contro Edoardo Garrone per aver di fatto regalato al prezzo simbolico di un euro il club a Ferrero nel 2014.
Il 26 e il 29 maggio l'assemblea degli azionisti
Nella giornata di oggi, il Consiglio d'Amministrazione ha diramato un comunicato nel quale riassume la situazione all'interno della composizione negoziata (Leggi qui il comunicato). "Il lavoro svolto con l’esperto avvocato Bissocoli - si legge - e gli advisor finanziari e legali è stato particolarmente impegnativo e proficuo per individuare un percorso di ristrutturazione della società che consentirebbe – ove attuato – di uscire dalla attuale situazione di crisi con una debitoria ridotta, ristrutturata e sostenibile, rispettando le regole previste dalle NOIF per il mantenimento del titolo sportivo". Al contempo, il board blucerchiato ha annunciato la convocazione dell'assemblea degli azionisti i prossimi 26 in prima convocazione e il 29 in seconda.
Gli scenari possibili
Cosa può accadere in quelle due date? E' la domanda che si pongono i sostenitori. L'ordine del giorno ovviamente è la ricapitalizzazione che spetta all'azionista di riferimento, che però nelle precedenti sei occasioni ha sempre mandato deserta l'assemblea, oppure a un potenziale acquirente, si parla molto di Alessandro Barnaba, che possa immettere denaro nelle casse societarie. Se anche in questo caso arrivasse un rifiuto da parte della proprietà, visto che il nuovo Codice d'Impresa varato per legge nel 2019 ma recepito solo nel 2022 salvaguarda i creditori, il piano di rientro verrà portato davanti ad un giudice il quale deciderà se approvarlo o meno. Il tutto però deve fare i conti con i tempi strettissimi in cui deve operare la Sampdoria. Altrimenti si spalancherebbero le porte del fallimento.






