Slot mette tutti gli attaccanti in campo tranne Chiesa: ormai è più che marginale nel Liverpool
Non è più solo una questione di forma o condizione fisica. La parabola recente di Federico Chiesa racconta qualcosa di più profondo: un talento che si è progressivamente allontanato dal centro del progetto del Liverpool, fino a diventare marginale, anzi, residuale. L’ultima conferma è arrivata nella notte di Anfield, nell’eliminazione del Liverpool contro il Paris Saint-Germain nel ritorno dei quarti di Champions League. Una gara in cui i Reds avevano bisogno di tutte le risorse, anche di soluzioni disperate per ribaltare lo 0-2 dell’andata.
Eppure, nel momento in cui servivano forze fresche e giocatori offensivi, Chiesa è rimasto in panchina per tutti i 90 minuti. Un segnale definitivo: Arne Slot ha scelto di mandare in campo tutti gli altri attaccanti a disposizione, arrivando persino a puntare sul giovanissimo Ngumoha. Non una bocciatura episodica, ma una gerarchia chiara: oggi Chiesa è l’ultima opzione. E i numeri lo confermano. Tante presenze stagionali, sì, ma quasi sempre spezzoni, pochi minuti veri, una sola titolarità in campionato. Troppo poco per un giocatore che dovrebbe fare la differenza. Senza continuità, ritmo e fiducia, anche le qualità migliori finiscono per scolorire. Quando entra, Chiesa prova sempre a lasciare il segno, con intensità e voglia. Ma questa situazione pesa.
Non si discute il valore del giocatore, ma il contesto in cui si trova. Restare ai margini in un club di questo livello rischia di trasformare un protagonista in comprimario. E a questo punto la domanda diventa inevitabile: ha senso continuare così?











