TMW - Baretti (Tuttosport): "Dal portiere a una punta che segni: Toro, ti servono sei rinforzi"
Si vedono il lavoro e la mano dell’allenatore, così come è evidente la necessità di rinforzi in ogni zona del campo: la sconfitta per 3-1 nel primo test stagionale contro l’Eintracht Francoforte ha portano tutti alle stesse conclusioni. Dai tifosi agli addetti ai lavori, fino ai colleghi giornalisti, nel mondo granata si auspicano volti nuovi nel più breve tempo possibile. Insieme ad Alessandro Baretti, inviato di Tuttosport nel ritiro austriaco di Bad Leonfelden, abbiamo analizzato la situazione del Toro attraverso l’intervista concessa a TuttoMercatoWeb.com.
Baretti, che squadra ha visto contro i campioni in carica dell’Europa League?
“E’ un Toro che ha mostrato grande solidità, un po’ come aveva fatto durante tutta la scorsa stagione. Ma è obiettivo che ci fosse un divario tecnico elevato: da una parte perché l’Eintracht Francoforte è certamente superiore, dall’altra perché i granata hanno perso tanti giocatori titolari. Penso a Mandragora, Pobega, Praet, Brekalo e Belotti, oltre al partente Bremer, le differenze rispetto alla rosa che è riuscita ad arrivare decima sono fin troppo evidenti”.
Cosa manca al Toro per diventare competitivo?
“Credo che servano rinforzi in tutti i reparti, in totale ne conto almeno sei. Servirebbe prima di tutto un portiere: Milinkovic-Savic ha confermato i suoi limiti anche contro l’Eintracht, Berisha sarebbe un ottimo secondo, ripartire con loro due rappresenterebbe un azzardo già sperimentato l’anno scorso. Bremer andrà via e servirebbe un suo sostituto, anche se trovarlo alla sua altezza sarà un’impresa complicatissima, ma se non altro numericamente in difesa si può lavorare. E’ nelle altre zone di campo che manca proprio la materia prima: in mediana serve un’alternativa credibile a Lukic e Ricci, sulla trequarti c’è l’immediata necessità di arrivare a due fantasisti”.
E in attacco?
“Si parte con Sanabria e Pellegri, entrambi lasciano qualche perplessità dal punto di vista realizzativo. Ecco perché servirebbe un attaccante che veda la porta e che sappia segnare con una certa regolarità”.
In tutto questo scenario, come ha trovato Juric?
“E’ un grande lavoratore, anche in Austria ho avuto questa conferma: ci sono tanti allenatori che delegano ai collaboratori, lui invece è sempre presente in prima persona. Addirittura si mette insieme al vice Paro a fare gli esercizi, quando magari serve qualcuno che faccia l’uno-due con il pallone con i giocatori. Certamente, però, si sarebbe aspettato un mercato diverso: voleva Praet subito a disposizione e si auspicava di cedere Bremer nel più breve tempo possibile per poter finanziare il mercato. Non è casuale il fatto che non abbia ancora parlato, anche perché conoscendolo non si tratterrebbe…”
La tifoseria e lo spogliatoio si ritroveranno senza due simboli: chi mancherà di più tra Bremer e Belotti?
“Sono due perdite importanti e dolorose, anche se i divorzi si stanno concretizzando in maniera differente. Sintetizzo così la situazione: Belotti mancherà molto di più all’ambiente, Bremer mancherà soprattutto al Toro”.






