Trezeguet: "Alla Juve ho vissuto tutto. Da Del Piero a Calciopoli, fino alla scelta di restare"
L'Italia e la Juventus occupano un posto speciale nei ricordi di David Trezeguet. L'ex centravanti francese, intervistato da AS durante un viaggio europeo legato al progetto internazionale del River Plate, ha ripercorso soprattutto gli anni vissuti in bianconero, quelli che lo hanno consacrato tra i più grandi attaccanti della storia del club. Dopo le esperienze in Francia con il Monaco, Trezeguet sentì il bisogno di cambiare scenario e accettò la proposta della Juventus. "Incontrai Ancelotti e trovai una squadra con Vieri e Inzaghi in attacco. Da lì la mia carriera continuò a crescere costantemente", ha raccontato l'ex bomber.
A Torino il francese ha costruito una carriera straordinaria, diventando il miglior marcatore argentino della storia juventina, superando anche Omar Sivori, e il calciatore straniero rimasto più a lungo in bianconero. "Mi è successo di tutto. Ho avuto il privilegio di giocare con tre Palloni d'Oro come Zidane, Nedved e Cannavaro. E soprattutto conservo un ricordo speciale dell'intesa con Del Piero, con cui siamo riusciti a superare quella che era considerata la miglior coppia offensiva della storia della Juventus".
Inevitabile il passaggio sui momenti più difficili del 2006. Alla delusione per il rigore fallito nella finale mondiale contro l'Italia si aggiunse il terremoto di Calciopoli. "Capello andò al Real Madrid, Thuram e Zambrotta al Barcellona, Ibrahimovic e Vieira all'Inter. Molti lasciarono Torino, ma noi decidemmo di restare. Eravamo un gruppo molto unito e non fu una scelta semplice".
Una decisione che, col tempo, si è trasformata in uno dei motivi del profondo legame con il popolo juventino. "Quello che apprezzo più di tutto è il riconoscimento ricevuto dai tifosi. È qualcosa che porterò sempre con me".






