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Venezia, parla Antonelli: "Doumbia? Mi prendevano per pazzo quando l'ho pagato 1 milione..."

Venezia, parla Antonelli: "Doumbia? Mi prendevano per pazzo quando l'ho pagato 1 milione..."TUTTOmercatoWEB
Daniele Najjar
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Daniele Najjar
Oggi alle 18:08Serie A

Il General Manager e direttore sportivo del Venezia, Filippo Antonelli, ha parlato dal palco del panel "Welcome back in Serie A" nel corso del Festival della Serie A che si sta svolgendo a Parma. Di seguito le sue parole raccolte da TMW.

Che campionato è stato?
"Emozionante, bellissimo. Caratterizzato dal bel gioco. Avere il fiato sul collo probabilmente ci ha aiutato a dare qualcosa in più. Ogni volta finiva la partita, ti giravi dietro e le ritrovavi attaccate. L'anno scorso abbiamo perso la categoria, ma non la rotta e ora abbiamo riconquistato la Serie A e vogliamo rimanerci".

5 campionati vinti su 8 anni da dirigente... L'anno prossimo retrocede per vincerne un altro?
"No vorrà dire che cercherò di vincere la Serie A (ride, n.d.r.)".

Ora ci sono molti dirigenti in crescita.
"Questo mestiere è una gavetta, c'è bisogno di esperienza, di essere formati. Non le hai così le nozioni, senza un percorso, anche sbagliando. La mia fortuna è che da dirigente sono partito dalla Serie D, una categoria che non conoscevo e dove ho fatto step by step. Poi ho avuto la fortuna di incontrare Berlusconi e Galliani e ora continuo con una proprietà ancora diversa, americana, andiamo avanti con passione".

La Serie A compra sempre meno dalla Serie B.
"C'è anche un discorso di regolamenti del mercato interno che va rimodulato. Se pensiamo che un Under in Serie B non è un Under in Serie A, questo non aiuta una squadra di A ad attingere in B. Le Leghe sono separate, ma potrebbero discutere di questa cosa. Magari ho visto qualcuno in B, ma non lo posso portare perché nella mia Lega non è considerato un Under. Difficile fare scelte meritocratiche, se devi pensare: vediamo se posso metterlo in lista, se è italiano, eccetera, eccetera. Poi ci sono le agevolazioni per comprare all'estero, è vero, ma magari questa cosa si può fare verso il mercato interno italiano. Non è solo un discorso di stranieri o italiani. Poi aggiungo: perché parte la Serie A, poi in un'altra data la B e in un'altra ancora la C? Così uno aspetta di vedere chi finisce fuori lista nella mia squadra. Tutto per me è un po' da rimodulare".

L'allenatore bravo in B va confermato anche in A o ci sono le categorie?
"Nell'ultima volta in cui siamo saliti in Serie A con Paolo Vanoli: noi volevamo tenerlo, ma lui aveva altre ambizioni, così lo abbiamo lasciato andare. Dopo l'ultima retrocessione volevamo tenere Eusebio Di Francesco, ma lui voleva andare. La nostra politica è quella di sostenere l'allenatore indipendentemente dalla categoria. Al Venezia vogliamo andare avanti con il nostro progetto, identità. Stroppa sarà sicuramente l'allenatore per i prossimi anni, a lungo, se non sarà così sarà per sua scelta eventualmente".

Il Venezia può essere il nuovo Como? Siete forti economicamente ora.
"Abbiamo fatto un percorso, è la terza volta che torniamo in A negli ultimi sei anni. Abbiamo dovuto affrontare dei gap economici inizialmente, perché precedentemente erano stati fatti degli investimenti che poi hanno pesato dopo la retrocessione, così abbiamo fatto tanti sacrifici. Due anni fa abbiamo cercato di creare valore, oggi abbiamo fatto una pulsvalenza importantissima, questi 20-25 milioni incassati (per Doumbia, n.d.r.) e li reinvestiremo nel mercato, alzando ulteriormente il nostro budget. Provando a rimanere in A, ma senza buttare via: dobbiamo conttinuare a prendere giocatori di proprietà, patrimonializzare, facendo anche player trading. Grazie poi agli investimenti della nostra proprietà sul settore giovanile abbiamo creato il progetto 'Venezia Futuro'. Partendo dall'accademy, cercando di creare dei ragazzi che si affezionano a questo club. Pensiamo che parte di questi anche se non diventassero calciatori possono lavorare per il Venezia, diventare dirigenti del Venezia, o tifosi del Venezia. Ho visto una statistica: siamo una squadra con zero giocatori del settore giovanile in prima squadra, purtroppo. Ci stiamo lavorando. Per farlo devi investire sulle strutture, sugli allenatori. Questo è il nostro progetto e sogno. Noi abbiamo fatto una plusvalenza enorme con Doumbia. Ma lo abbiamo preso dall'Albinoleffe dopo che aveva fatto 13 anni lì. Dalla C ha fatto un po' di A, poi B, poi è stato venduto. Ci hanno preso per pazzi quando lo abbiamo pagato un milione dalla C. Lui aveva fatto 13 anni in una squadra italiana, l'Albinoleffe: noi dobbiamo fare la stessa cosa. Perché questo milione non lo fraziono per il settore giovanile? Chiederlo alla proprietà per un giocatore della Serie C è faticoso a volte".

Come li ha convinti a darle un milione per Doumbia dalla C?
"L'ho imparato da Galliani: questo bisogna prenderlo perché è forte, punto. Ma oggi non si fa più formazione, anche dei tecnici. Oggi gli allenatori si sentono tali, ma in realtà dovrebbero essere istruttori. Quando parlo così però mi guardano come un marziano. Per me ci vuole un vero reclutamento degli istruttori".

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