Vent'anni dopo, sarà di nuovo derby in semifinale di Champions: Inter-Benfica 3-3, ora il Milan
Inter- Benfica finisce 3-3, Inzaghi vola in semifinale: a segno Barella, Lautaro e Correa.
Vent'anni dopo, ma Dumas non c'entra, sarà ancora derby di Milano in Champions League. Forte del 2-0 conquistato al Da Luz, l'Inter super il Benfica anche al ritorno: a San Siro finisce sul risultato di 3-3 una gara bella e ben giocata dai nerazzurri, che ancora una volta tirano fuori la loro faccia migliore quando si gioca nell'Europa che conta. Primo tempo in equilibrio nonostante il predominio nerazzurro, con le reti di Nicolò Barella, sempre lui, che la sblocca e Aursnes che la rimette in parità. Nella ripresa si scatena Lautaro Mertinez, salutato con la standing ovation dal Meazza, e c'è gloria persino per Joaquin Correa, spesso beccato dai fischi dell'impianto milanese, pieno in ogni ordine e grado con tanto di incasso record da oltre 8 milioni di euro. Fumogeni compresi, quelli che dal settore ospiti volano sul secondo anello blu. Inutili le due reti finali del Benfica. Il fuoco e le fiamme, infatti, li fa l'Inter in campo, spegnendo la testa nel finale ma conquistando comunque l'occasione di sfidare il Milan in una partita che si preannuncia elettrica. E, se in generale resta il dubbio se i tifosi nerazzurri siano più contenti per l'Europa o arrabbiati per il campionato, questa sera la Milano nerazzurra balla di gioia. Aspettando la semifinale: andata il 9 o 10, ritorno il 16 o 17 maggio. Sempre a San Siro.
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Le scelte iniziali: Inzaghi punta su Dzeko e Brozovic. Il bosniaco e il croato in campo dall'inizio, vincendo i rispettivi ballottaggi con Lukaku e Calhanoglu. Torna Lautaro titolare nell'attacco interista, mentre Schmidt non offre sorprese: confermata in blocco la formazione del Da Luz, con la sola eccezione di Otamendi, squalificato all'andata.
Barella fa, Dumfries disfa. L'approccio dell'Inter è quello che serve, subito Lautaro manda in porta Dimarco che non aggancia. Al quarto d'ora ci pensa Barella: Dzeko lavora di testa la palla, il Toro ci mette cattiveria e qualità nell'uno-due con Barella. Il resto lo fa proprio il numero 23: doppio dribbling e tiro a giro col sinistro, nulla da fare per Vlachodimos. Subito due occasioni per il raddoppio: una papera del portiere avversario non sfrutta da Dzeko, una rete annullata a Lautaro per uno spintone su Antonio Silva. Nel momento migliore dei padroni di casa, ecco la doccia fredda: Rafa Silva crossa da destra, Dumfries non legge l'inserimento di Aursnes che, tutto solo, firma di testa la rete del pareggio. 1-1 all'intervallo.
San Siro balla il tango. Il secondo tempo si apre con un cambio per il Benfica - fuori Gilberto, dentro Neres - e un'occasione per l'Inter: Lautaro da fuori sfiora l'eurogol. L'argentino è il grande protagonista, nel bene e nelle paure, della seconda frazione di gara: entra male su Aursnes e rischia u n rigore non giudicato tale da Del Cerro Grande. Poi fa ballare San Siro: mentre i tifosi ospiti giocano al lancio dei fumogeni sul sottostante secondo anello blu, Mkhitaryan e Dimarco sfondo a sinistra: il cross teso dell'esterno trova pronto il Toro, che si sblocca e firma il 2-1. È la rete che fa ballare San Siro ed è seguita dalla standing ovation nei confronti di Lautaro e di Barella, usciti insieme a Dzeko anche per evitare rischi in termini di diffida. Ma c'è spazio per nuove emozioni: Correa tira fuori dal cilindro il gran gol del 3-1, mettendo in ghiaccio la semifinale. Nei minuti conclusivi del match, doppio gol della bandiera di Antonio Silva che firma il 3-2 di testa, il 3-3 che certifica la capacità dell'Inter di spegnere la testa è di Gonçalo Guedes.
INTER-BENFICA 3-3
(14' Barella, 65' Lautaro, 77' Correa; 38' Aursnes, 86' Antonio Silva, 90+4 Guedes)






