Verona, l'ambizione di Tomas Suslov e gli uomini da cui ripartire in Serie B
C'è poco da commentare riguardo ad una partita che il Verona gioca con molta dignità e a tratti alla pari contro un avversario più forte come il Como. La cronaca del match riguarda più i rivali, che guadagnano il primo, storico accesso in Europa. Ai padroni di casa rimangono da fare le riflessioni sulla prossima stagione, come si è già iniziato a fare da qualche settimana.
Dagli spalti del Bentegodi ieri è arrivata una certa contestazione nei confronti della proprietà per l'annata andata storta ed in generale per un progetto fin qui non ha funzionato. Fischi anche per i giocatori, ad inizio ed a fine partita. Ma è tutto da buttare, dopo questa disastrosa stagione?
In realtà un nucleo dal quale ripartire con una certa ambizione si intravede eccome, se si parla di risalire dalla Serie B. Campionato nel quale ci possono essere squadre che investono più di te, come abbiamo visto quest'anno, ma già riuscire a trattenere qualcuno dei giocatori che possono comporre il nucleo centrale del futuro, sarebbe un primo passo.
Chi è che potrebbe avere la fame giusta di riscatto, di questa squadra? I nomi sono tanti, a partire da quel Tomas Suslov cheha mandato segnali non banali. In campo non si è risparmiato una corsa: la 10 sulle spalle, ma le diagonali di un terzino. Nel post-partita poi, a parole, ha parlato della propria ambizione, ma anche della disponibilità a rimanere alle giuste condizioni. "Ho un contratto e di queste cose ne parleremo dopo la fine della stagione", ha detto. "I tifosi sono stati sempre con me, sono felice a Verona", ha aggiunto. E ancora: "Ho ambizioni nella mia carriera, sicuramente, ma sono felice qua a Verona e non so cosa voglia la società".
Se la piazza attende la decisione di Sean Sogliano fuori dal campo, anche capire da chi ripartire nel rettangolo verde sarà fondamentale. Perché è chiaro che qualcuno potrà avere l'ambizione di rilanciarsi a livelli più alti, si veda Belghali, ma non si può nemmeno pensare di cambiare tutta la rosa. Da Suslov a Bernede, Frese, Slotsager, Bradaric, magari Edmundsson, Bella-Kotchap e Bowie - mercato permettendo - fino a Gagliardini ed Akpa-Akpro, che hanno mostrato di essersi calati con lo spirito che serviva per giocare con questa maglia. Va capito chi è disposto a scendere di categoria con la giusta mentalità, perché la Serie B è tutta un'altra storia. Ma la base c'è.











