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Pisa, Bianco: "Ambizioni elevatissime. Pittarello-Petagna possono giocare insieme"

Pisa, Bianco: "Ambizioni elevatissime. Pittarello-Petagna possono giocare insieme" TUTTOmercatoWEB
Luca Bargellini
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Luca Bargellini
Oggi alle 13:19Serie B
Paolo Bianco presenta Juve Stabia-Pisa: il bilancio del mercato, il ballottaggio Petagna-Pittarello e il progetto ambizioso della società nerazzurra

Il tecnico del Pisa, Paolo Bianco, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della gara sul campo della Juve Stabia, valida per la terza giornata di Serie B, prima trasferta stagionale dei nerazzurri.

Il ds Gabbanini ha presentato i nove nuovi acquisti parlando di una squadra costruita insieme a lei: può fare un bilancio finale ora che il mercato è chiuso?
"La cosa positiva è che finalmente è finito il mercato. Ho visto i ragazzi presentati belli carichi e questo mi fa piacere. Si sono esposti perché hanno detto pubblicamente che noi dobbiamo vincere il campionato, ma io dico che bisogna creare sempre i presupposti e le basi per vincere, non è scontato. Bisogna essere molto umili e sapere che noi veniamo da un percorso diverso da alcune altre squadre che sono molto più pronte di noi. La cosa positiva di questa chiusura della finestra di mercato è che tutti i calciatori rimasti a Pisa o quelli arrivati hanno una motivazione altissima. Era quello l'obiettivo della società, del direttore, mia: chi è andato via è perché non aveva più la motivazione per dare quello che Pisa merita".

Il Pisa può essere una squadra da trasferta, vista la difficoltà del campo di Castellammare?
"La mia squadra non deve essere una squadra da trasferta, deve essere una squadra che deve provare a fare risultati e a vincere partite in casa e fuori. Anche se non è tantissimo tempo che alleno, le mie squadre hanno sempre fatto punti sia in casa che fuori ed è quella la mentalità che deve contraddistinguerci sempre".

Filippo Pittarello potrebbe avere una chance già a partita in corso?
"Filippo Pittarello è a tutti gli effetti con noi e dall'inizio settimana inizia ad allenarsi con la squadra, sta bene. Naturalmente viene da un percorso diverso perché si allenava a Catanzaro, ma non con la squadra, ed è diverso quando un giocatore si allena da solo, anche se lui è un ragazzo che si allena forte, è forte fisicamente, non ha bisogno di molto tempo: sicuramente potrebbe essere una soluzione a partita in corso. In coppia con Petagna? Possono anche giocare insieme, ma in realtà Pittarello è talmente fastidioso che ho detto: piuttosto che averlo contro voglio averlo con me. È un ragazzo che è arrivato a questi livelli con un percorso diverso dagli altri, anche attraverso lo studio, che è una cosa positivissima. Ha tutte le caratteristiche tecniche e soprattutto mentali per continuare ad alzare il suo livello".

Cosa la preoccupa di più del terreno sintetico di Castellammare?
"Come l'anno scorso, anche quest'anno ci sono quattro campi sintetici: Castellammare, Avellino, Carrarese e Chiavari contro l'Entella. È un altro tipo di partita. Abbiamo una piccola fortuna rispetto all'anno scorso: quattro calciatori vengono da tre anni sul sintetico, sono Confente, Zanon, Leone e Correia, quindi loro sono abituati. In passato ho provato a fare rifiniture sui sintetici e serve a poco: serve solo andare in campo con la giusta mentalità. Io mi preoccupo poco del campo, mi preoccupo del valore degli avversari: la Juve Stabia è una squadra che propone un bel gioco, quindi dobbiamo occuparci più dei valori dell'avversario che del terreno di gioco".

Con le cinque sostituzioni, l'impressione è quella di vedere quasi due partite in una: le sostituzioni sono studiate anche prima della gara?
"Non sono quel tipo di allenatore che prima della partita dice 'fammi questo', perché le partite vanno in tanti modi, non si può dire prima a un giocatore come deve comportarsi. Nel caso di Leris invece è successo il contrario, ed è una cosa che ho fatto notare pubblicamente anche ai ragazzi: a un certo punto mi ha detto 'mister, ho dato tutto quello che avevo, è giusto che entri un mio compagno che sta meglio di me'. Non è scontato in un mondo di gente che pensa molto ai propri interessi: è un gesto che serve a una squadra per diventare una squadra forte, ed è la strada che dobbiamo intraprendere".

Cosa c'è di diverso a Pisa rispetto alle sue precedenti esperienze a Frosinone e Monza nel motivare un gruppo dopo un momento difficile?
"C'è una cosa molto importante rispetto alle ultime due esperienze: a Frosinone sono subentrato a 12 giornate dalla fine, ultimi in classifica, e siamo riusciti a salvarci. A Monza sono arrivato con una situazione societaria in evoluzione, con una nuova proprietà subentrata proprio in quel momento. La differenza è che qui c'è un progetto e un'ambizione elevatissima. A Monza c'erano difficoltà oggettive a livello economico nella gestione della passata stagione, mentre qui abbiamo una proprietà che ha voglia di costruire qualcosa che dura nel tempo. Quello che sta nascendo vicino al centro sportivo è qualcosa che avranno poche squadre, e a me piacerebbe far parte della crescita di questo club insieme al club: la differenza è che qui c'è una società che dopo una retrocessione non solo vuole ripartire, ma vuole ripartire ancora più forte".

Cosa non bisogna sbagliare contro questa Juve Stabia, che ha cambiato allenatore e arriva da buone prestazioni?
"Non dobbiamo sbagliare l'approccio alla gara, che spesso indirizza la partita. E poi dobbiamo essere bravi nella gestione della stessa, specialmente negli ultimi 20-25 minuti, che spesso è il momento in cui si decidono le gare in positivo o in negativo. Mi piacerebbe vedere la crescita della mia squadra proprio sotto questo aspetto".

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