Inter, Chivu: "Due trofei merito di un gruppo meraviglioso. Voto 10 e lode a tutti"
23:10 - Cristian Chivu, allenatore dell'Inter, parla in conferenza stampa dopo la vittoria della Coppa Italia della sua squadra, che ha battuto in finale 2-0 la Lazio.
00:38 - Inizia la conferenza stampa.
Ha realizzato una pagina di storia, prima da calciatore e ora da allenatore. Che emozioni ha provato?
"Era il sogno mio, della società, dei tifosi e della squadra: le ambizioni dell'Inter, la sua storia negli ultimi anni dice di mantenere l'asticella alta ed essere competitivi su tutti i fronti. A volte riesce, altre no, ma contano l'ambizione, il lavoro e le motivazioni giuste per raggiungere obiettivi e sogni. Questo gruppo lo ha fatto sin da subito, da quando hanno accettato che rappresentiamo qualcosa di più importante di noi. Vincere due trofei non è mai scontato ed è merito di un gruppo di ragazzi meravigliosi".
Come arrivava a questa notte?
"Sono sui campi da una vita e cerco di capire il mondo. Ho fatto molti anni da allenatore delle giovanili, perché serve un percorso, non sei mai pronto per certe cose. E mi è servito, dal basso ho imparato mille cose che mi sono servite quest'anno. E incontrare questo gruppo è stato fantastico: ci mettono la faccia, hanno ambizioni e trovano le motivazioni, mettendo a disposizione dell'altro la miglior versione che hanno".
Che voto dà alla sua stagione?
"Il primo 10 della storia l'ha preso la ginnasta Comaneci ed era rumena (ride, ndr). Anche io do voto 10 alla squadra, il prossimo anno le ambizioni saranno ancora più alte. Dieci e lode, a tutti quanti".
C'è stato un momento della stagione in cui ha dubitato?
"In America già abbiamo messo le cose in chiaro, ho fatto capire chi sono a loro e loro a me. Ho trovato un gruppo che si è messo a disposizione nonostante i cambiamenti e nonostante cose che non erano abituati a fare. Ma quando hai in testa ciò che rappresenti, diventa tutto più semplice. E lo hanno fatto vedere nei momenti di difficoltà. In uno spogliatoio quotidianamente ci sono alti e bassi da gestire, quando vinci alla fine devi essere felice. Ce lo meritiamo".
La chiamavano 'stagista': cosa l'ha più ferita e cosa le dà più soddisfazioni?
"Soddisfazioni è semplice, per ciò che mi ha ferito dico quello che i miei figli hanno dovuto leggere su di me a inizio stagione. Chiedo scusa io per qualcun altro".
Si è goduto di più a vincere da calciatore o da allenatore?
"Ho vinto anche in Primavera e quella nessuno me la toglie. Lì ho pianto, mentre una settimana fa e oggi no. Lì sì, perché è stato bello, hanno dato l'anima e in semifinale perdevamo 3-0 all'intervallo, ribaltandola, e poi battendo in finale la più forte del campionato. Quello è il primo e non me lo togliete. Sono strafelice del mio percorso nel settore giovanile di questa società, ma più per i ragazzi, se lo meritano. Sappiamo che aspettative ha una società come l'Inter, noi dobbiamo farci trovare pronti. Ci siamo guadagnati questo col lavoro, vincendo trofei, e vogliamo continuare così".
Questo è il momento più felice della sua vita?
"No, perché il momento più felice della vita di un uomo è ciò che riguarda la sua famiglia".
00:47 - Termina la conferenza stampa.











