Ludovica Mantovani cita papà Paolo: "Fino a quando ci saranno i tifosi tutto può andar bene"
Intervenuta a margine del Festival della Serie A di Parma, Ludovica Mantovani ha parlato della Coppa Paolo Mantovani, torneo dedicato alle scuole elementari genovesi e non solo giunta alla 41a edizione: "Siamo arrivati ala 41a edizione e non ci si arriva per caso. E' un team di poche persone che però si dedica ai bambini. La differenza dal 1985 è che ora siamo multi sport. Abbiamo adesso 5548 bambini che partecipano in tutta la Liguria e basso Piemonte, 11 discipline sportive. E' rendere ogni bambino libero di scegliere lo sport che ama. Essere così in contatto con la scuole primarie fa sì che non ci si dimentichi che poi lo sport inizia lì. E non avendo tante infrastrutture in Italia, cerchiamo di sostituirci per queste nove giornate genovesi con 10mila metri quadrati che sono allestiti proprio per loro".
E' un po' un modo per portare avanti l'eredità che vostro padre ha lasciato nel calcio?
"Diciamo sempre che è l'eredità più grande di nostro padre. Penso che abbia avuto un insegnamento da una bimba. Nel 1985 nacque il torneo con il calcio maschile e nell'86 una bambina gli scrisse dicendo: 'Presidente, perché i miei compagni possono giocare a calcio e noi dobbiamo rimanere a scuola'. E questo è il filo conduttore, quando il presidente impara da una bambina. Nel 1987 nasce il calcio femminile che oggi è tanto glamour anche grazie al fatto che qualcuno gli ha dedicato attenzione".
Cosa era la Sampdoria per vostro padre?
"Ha sempre voluto portare avanti i suoi progetti. E' stata una scelta da romano che è andato a vivere a Genova. Prima è stato addetto stampa e poi piano piano ha voluto costruire la squadra dei suoi sogni. Anche oggi i suoi giocatori che occupano svariati ruoli lo ricordano con tanto affetto e tanto rispetto".
Fiduciosa per la Samp del futuro?
"Nostro padre ci diceva che fino a quando i tifosi canteranno ci sarà sempre un futuro. E credo che anche quest'anno lo abbiano dimostrato. C'è un'educazione pazzesca. Hanno tramandato un messaggio. Tantissimi ragazzi, che neanche hanno conosciuto mio padre, mi fermano parlandone come lo avessero conosciuto il giorno prima. Questo è un filo che non si è mai dissoluto. Mi hanno anche chiesto il permesso di affissare gli striscioni durante il torneo e durante la presentazione al 'Ferraris'. Fino a quando ci saranno i tifosi tutto può andar bene".






