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Mancini lascia la Samp: "Per me è un arrivederci, tornerò. E lo stesso vale per mio padre"

Mancini lascia la Samp: "Per me è un arrivederci, tornerò. E lo stesso vale per mio padre"TUTTOmercatoWEB
Luca Bargellini
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Luca Bargellini
Oggi alle 12:34Serie B

Andrea Mancini non è più il direttore sportivo della Sampdoria. Dopo anni intensi l'ex ds blucerchiato ha affidato a un'intervista a La Repubblica i suoi sentimenti verso un club che, come racconta lui stesso, sente nel sangue. Da oggi inizia una nuova avventura al Cesena, ma il cuore resta a Marassi.

"La Sampdoria è per me come il Real Madrid"
Il legame con Genova affonda le radici nella storia di famiglia: fu il padre Roberto ad arrivare in città nel 1982, "ragazzino", per andarsene "uomo". Per Andrea, che da calciatore sognava di vestire la maglia blucerchiata senza mai riuscirci, la dirigenza è stata la rivincita del destino: "La Sampdoria è, per me, come il Real Madrid".
Un amore vissuto con pienezza totale, tra Bogliasco e le notti a Marassi: bastava sentire Lettera da Amsterdam risuonare nello stadio per provare, dice, "emozioni indescrivibili". Il momento più difficile resta la retrocessione di Castellammare di Stabia: "Non ho mai avuto il coraggio di rivedere la partita con la Juve Stabia. Non potrò mai dimenticare quella giornata, le lacrime versate in quella occasione".

Le lacrime di Marassi e il congedo
L'ultima a Marassi contro il Sudtirol è rimasta impressa in modo particolare. Mancini aveva il presentimento che sarebbe stata la sua ultima gara da ds blucerchiato e si è lasciato travolgere dall'atmosfera: lo striscione della Curva Sud che lo ringraziava lo ha commosso fino alle lacrime. Il riconoscimento più inatteso, però, è arrivato dalla gente comune: decine di persone fermate per strada a ringraziarlo, molte delle quali non conosceva nemmeno di persona.

"Sono convinto che tornerò"
Mancini chiude senza rimpianti, ma con la porta volutamente aperta. "Per me è un arrivederci", dice, convinto che il cerchio non si sia chiuso in modo naturale. Il sogno dichiarato è lavorare un giorno alla Sampdoria insieme al padre Roberto: "Ho già scritto che 'certi amori fanno giri immensi e poi ritornano' e sono convinto che succederà". Un saluto ai tifosi blucerchiati, con una promessa: "Le persone vanno e vengono, ma la Sampdoria rimane per sempre".

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