Mantova, Piccoli: "Ecco il perché del divorzio con Rinaudo. Brutti-Modesto per un nuovo ciclo"
“Sono presidente, amministratore delegato e direttore generale. Come nella mia azienda, pur più articolata e con più dipendenti, in azienda decidiamo in 8, qui in 2”. Il presidente del Mantova Filippo Piccoli parla così delle colonne della Gazzetta dello Sport del suo modo di guidare il club e l’azienda ispirandosi a Sergio Marchionne: “Il motivo che ha portato al divorzio con Rinaudo, che pure ci aveva salvato da una situazione drammatica, è che voleva massima operatività, ma il mio pensiero è diverso e qui non si può fare. Mantova è una piazza piccola con margini di crescita e deve avere una conduzione famigliare. Per questo abbiamo scelto questo tipo di gestione per cercare di crescere ancora, pur in un contesto complicato come quello della B”.
Piccoli si sofferma poi sulle proprietà straniere spiegando che alcune hanno mezzi nettamente superiori alla media, ma mancano di rapporti umani e con la piazza, per questo secondo lui possono andare bene a Roma o Milano, ma non a Mantova dove invece resta prioritario il legame col territorio.
Piccoli si sofferma poi sul futuro da costruire con il nuovo ds Brutti: “La partenza deve essere mantenere la categoria e poi crescere valorizzando i giocatori e migliorando le strutture. Brutti lo conosco da anni, ha sempre operato in categorie minori e nello scouting al Verona. È un giovane con visione e ha capito cosa bisogna fare a Mantova, lavora a stretto contatto con Modesto, sta nascendo un bel percorso perché sono piena sintonia”.






