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Entella, il presidente Gozzi: "Se non raggiungeremo la B non saremo contenti"

Entella, il presidente Gozzi: "Se non raggiungeremo la B non saremo contenti" TUTTOmercatoWEB
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Daniel Uccellieri
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Daniel Uccellieri
sabato 31 dicembre 2022, 18:34Serie C

Antonio Gozzi, presidente della Virtus Entella, è intervenuto dai canali social del club ligure con una intervista di fine anno in cui ha spaziato su diversi argomenti: "E' stato un anno di rinascita, si era chiuso un ciclo glorioso perché tenere un club piccolo come l'Entella in serie B per 6 anni è una cosa che passerà agli annali. Bisognava voltare pagina e bisognava farlo dal vertice: per questo abbiamo scelto Gennaro Volpe, per riaprire un nuovo ciclo. Lo scorso campionato è stato difficile ma ha dato soddisfazioni. I campionati di C sono difficili e anche questo lo è: noi abbiamo cercato di fare tutto il possibile nella campagna estiva di mercato per mettere su una squadra con talenti forti, con singoli di livello. Forse si poteva fare qualcosa in più soprattutto in casa, dove ci mancano quattro o cinque punti. Invece quest'anno abbiamo vinto più partite fuori casa che in casa, ma io sono ottimista perché il gruppo è forte, stanno emergendo individualità, giovani molto interessanti, bisogna ridare una fisionomia a questa squadra e un gioco che per ora non c'è ancora, ma io sono ottimista perché ho molta fiducia nel mister e nei ragazzi con cui cerco continuamente di parlare per creare quel clima di fratellanza e di stima reciproca che è alla base di tutti i successi. Bisogna costruire una squadra di gente che si vuole bene, affiatata, in cui tutti remano nella stessa direzione. E poi non possiamo dimenticare che questa squadra è tra le prime quattro finaliste della Coppa Italia di serie C: ce la metteremo tutta per regalare un trofeo ai nostri tifosi".

"La riforma? Il problema del calcio italiano è un problema di poche risorse, soprattutto se messo a paragone con le altre nazioni europee. Questo problema si può risolvere in due modi: con regole nuove, infatti io sono un convinto assertore della riforma Gravina quindi 60 squadre professionistiche suddivise in tre gironi nazionali, la A, la B e una C d'élite e altre 40 in un regime semiprofessionistico di modo da poter dare una dote di risorse importanti. E cercando di introdurre un meccanismo di 'salary cap' almeno in B e in C d'élite perché spesso succede che le risorse aggiuntive finiscono nelle tasche dei procuratori dei calciatori e questo non va bene perché i bilanci delle società non si mettono a posto. Nel semi-professionismo varrebbe invece la regola della defiscalizzazione dei compensi per cui le squadre più deboli che oggi fanno tantissima fatica a fare la serie C potrebbero ritrovare un loro equilibrio. Questo è anche il motivo per cui ho votato contro la riforma Ghirelli e l'ho anche detto al presidente di cui sono amico e mi sembra siano state condivise da un numero importante di club, in particolare dalle grandi squadre che non vedevano in quella riforma un passaggio giusto. Credo che non essendo questa passata si ripartirà con la riforma Gravina. C'è anche un tema di stadi che sono al di sotto dello standard europeo, ma non bisogna imitare gli altri ma cercare una via per rendere gli stadi più confortevoli. E poi c'è il grande tema della qualità tecnica del calcio che si gioca in Italia e in questo caso si deve lavorare partendo dai settori giovanili. Bisogna riportare il calcio italiano agli anni 80 quando eravamo i primi del mondo".

"Meno pubblico al Comunale? Quando siamo stati ai playoff si era di nuovo riempito. Io sono abituato a dire che il cliente ha sempre ragione perché faccio business. Se la gente non viene allo stadio è colpa nostra che non riusciamo a portarcela. Come fare? Mantenendo alto il livello dello spettacolo, basta vincere e cercare di fare un buon calcio. Questa è una regola che soddisfa il pubblico. E poi cercando di fare iniziative di marketing".

"Mercato? La B è l'obiettivo dichiarato, non ci nascondiamo dietro un dito: se non lo raggiungeremo non saremo contenti. Io non credo ci saranno rivoluzioni nel mercato di gennaio, la squadra ha una sua struttura, una sua forza, sicuramente potranno essere effettuate correzioni come accade nel mercato invernale. Il lavoro che dobbiamo fare è un lavoro dentro al gruppo, per dargli una mentalità vincente. Gennaro è perfettamente consapevole di questo fatto e sta lavorando con la sua grinta e il suo carattere che ha fatto di lui una bandiera dell'Entella. Incarna per noi le caratteristiche dello spirito dell'Entella di attaccamento alla maglia, di grinta, di volontà di migliorarsi sempre e di combattere. Siamo fiduciosi che fino all'ultimo ce l'ha giocheremo".

"Tifosi? Ai tifosi, che come tutte le tifoserie sono mugugnoni, dico che devono dare una mano al club. Cioè di essere sempre più numerosi. Ricordo a Fiorenzuola si sono mosse decine e decine e decine di tifosi, infatti abbiamo vinto sia lì sia ad Alessandria. Loro sono la dimostrazione che i tifosi veri che si impegnano possono dare tanto al club. A Sassari invece c'era un eroe, lo voglio incontrare e ringraziare, penso di regalargli una maglia col suo nome e il numero uno".

Fonte Tuttoc.com
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