Fermana, Filipponi: "Piazza da categorie superiori, ma servirà umiltà"
In casa Fermana c'è ancora tanta amarezza per la sconfitta ai calci di rigore contro la Pietralunghese, squadra che poi ha conquistato la promozione in Serie D. La volontà della proprietà è chiara, ripartire più forti di prima e conquistare subito la promozione in D, il primo passo verso il ritorno fra i professionisti. Confermato nel ruolo di direttore sportivo Sergio Filipponi, intervenuto ai nostri microfoni per commentare l'amaro epilogo della stagione e per parlare del futuro della Fermana:
"Quando ripenso a quella partita il rammarico è ancora tanto. Abbiamo dominato, ma il calcio sa essere crudele e ai rigori si azzera tutto. L'unica consolazione è aver perso contro una squadra che poi ha conquistato la promozione in Serie D. Per quanto visto sul campo resta tanta amarezza.
Adesso, però, non possiamo continuare a guardare indietro. Dobbiamo pensare al futuro con ottimismo. La Fermana è una piazza che, per storia, tifoseria e organizzazione, non appartiene a questa categoria, ma dobbiamo essere consapevoli della realtà che ci aspetta. Sarà un campionato difficile, con società importanti e imprenditori ambiziosi alle spalle di molte squadre. Faremo di tutto per migliorare quanto fatto nella scorsa stagione, anche se sappiamo che vincere non sarà semplice."
Sul percorso della squadra e la crescita dell'entusiasmo attorno alla Fermana
"Mi piace rimanere con i piedi per terra. La soddisfazione più grande è aver riportato entusiasmo. Alla prima partita ufficiale avevamo circa cento tifosi sugli spalti, all'ultima gara in casa eravamo oltre duemila. Questo significa che tutti hanno fatto qualcosa di straordinario: la società, che non mi ha mai fatto mancare nulla, l'allenatore, lo staff, i giocatori e tutte le persone che lavorano per la Fermana.
Quando ho accettato questo incarico c'era molto scetticismo. Io ci ho messo un pizzico di follia, tanta voglia e tanta rabbia positiva. Vedere la crescita dell'entusiasmo della piazza è una vittoria importante. Certo, quella sul campo non è arrivata e questo brucia ancora, perché eravamo una squadra forte e ci credevamo davvero. Nella gara di ritorno abbiamo creato tantissimo, colpito pali, dominato il possesso e prodotto numerose occasioni. A volte però il calcio segue strade imprevedibili."
Sugli obiettivi della prossima stagione
"Il presidente è ambizioso e vuole vincere, come lo voglio io. Però bisogna sempre rispettare gli avversari, perché ogni società ha le proprie ambizioni e ci saranno altre realtà importanti che vorranno lasciare il segno. La nostra storia ci impone di essere protagonisti, ma senza mai perdere umiltà."






