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Fermana, Filipponi: "Piazza da categorie superiori, ma servirà umiltà"

Fermana, Filipponi: "Piazza da categorie superiori, ma servirà umiltà" TUTTOmercatoWEB
Daniel Uccellieri
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Daniel Uccellieri
Oggi alle 11:20Serie D

In casa Fermana c'è ancora tanta amarezza per la sconfitta ai calci di rigore contro la Pietralunghese, squadra che poi ha conquistato la promozione in Serie D. La volontà della proprietà è chiara, ripartire più forti di prima e conquistare subito la promozione in D, il primo passo verso il ritorno fra i professionisti. Confermato nel ruolo di direttore sportivo Sergio Filipponi, intervenuto ai nostri microfoni per commentare l'amaro epilogo della stagione e per parlare del futuro della Fermana:

"Quando ripenso a quella partita il rammarico è ancora tanto. Abbiamo dominato, ma il calcio sa essere crudele e ai rigori si azzera tutto. L'unica consolazione è aver perso contro una squadra che poi ha conquistato la promozione in Serie D. Per quanto visto sul campo resta tanta amarezza.

Adesso, però, non possiamo continuare a guardare indietro. Dobbiamo pensare al futuro con ottimismo. La Fermana è una piazza che, per storia, tifoseria e organizzazione, non appartiene a questa categoria, ma dobbiamo essere consapevoli della realtà che ci aspetta. Sarà un campionato difficile, con società importanti e imprenditori ambiziosi alle spalle di molte squadre. Faremo di tutto per migliorare quanto fatto nella scorsa stagione, anche se sappiamo che vincere non sarà semplice."

Sul percorso della squadra e la crescita dell'entusiasmo attorno alla Fermana
"Mi piace rimanere con i piedi per terra. La soddisfazione più grande è aver riportato entusiasmo. Alla prima partita ufficiale avevamo circa cento tifosi sugli spalti, all'ultima gara in casa eravamo oltre duemila. Questo significa che tutti hanno fatto qualcosa di straordinario: la società, che non mi ha mai fatto mancare nulla, l'allenatore, lo staff, i giocatori e tutte le persone che lavorano per la Fermana.

Quando ho accettato questo incarico c'era molto scetticismo. Io ci ho messo un pizzico di follia, tanta voglia e tanta rabbia positiva. Vedere la crescita dell'entusiasmo della piazza è una vittoria importante. Certo, quella sul campo non è arrivata e questo brucia ancora, perché eravamo una squadra forte e ci credevamo davvero. Nella gara di ritorno abbiamo creato tantissimo, colpito pali, dominato il possesso e prodotto numerose occasioni. A volte però il calcio segue strade imprevedibili."

Sugli obiettivi della prossima stagione
"Il presidente è ambizioso e vuole vincere, come lo voglio io. Però bisogna sempre rispettare gli avversari, perché ogni società ha le proprie ambizioni e ci saranno altre realtà importanti che vorranno lasciare il segno. La nostra storia ci impone di essere protagonisti, ma senza mai perdere umiltà."

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