Filipponi esalta l'Ascoli: "Ha fatto qualcosa di straordinario, Tomei può arrivare ad alti livelli"
Sergio Filipponi, direttore sportivo della Fermana con un passato anche al Campobasso, intervenuto alla radio di TuttoMercatoWeb.com, ha parlato così della finale Playoff di Serie C, vinta dall'Ascoli, spendendo parole importanti anche per la squadra sconfitta, l'Union Brescia. La squadra di Corini sarà senza dubbio la favorita per la promozione diretta:
"Quando riesci a confermare gran parte della rosa hai già un vantaggio importante. È quello che stiamo cercando di fare anche noi. I giocatori si conoscono, conoscono l'ambiente e la categoria. L'Union Brescia ha avuto anche qualche episodio sfortunato durante la stagione, ma ha costruito basi solide. Detto questo, nel calcio non esistono certezze. Può emergere una squadra inattesa, può arrivare un allenatore capace di creare un gruppo straordinario o un giocatore che esplode. Per questo bisogna sempre restare concentrati e non dare nulla per scontato. Devo fare i complimenti all'Ascoli perché ha realizzato qualcosa di straordinario. Onestamente non me l'aspettavo. Tomei ha dimostrato di essere un allenatore di grandissimo valore e credo che possa arrivare molto in alto.
Mi piacciono gli allenatori che propongono un calcio moderno, propositivo, fatto di ritmo, intensità e valorizzazione dei giocatori. L'Ascoli ha mostrato un'identità precisa e ha fatto crescere tantissimo diversi calciatori. Penso a Loffredi, Alagna e a tanti altri che hanno compiuto un salto importante.
La cosa che più mi ha colpito è stata la capacità dell'allenatore di adattarsi. Non si è limitato a portare avanti le proprie idee, ma ha saputo modificare alcune soluzioni tattiche in base alle esigenze della squadra. È una qualità fondamentale."
L'Italia ha bisogno di allenatori come Baldini, Aquilani, Abate e Tomei
"Credo che il calcio italiano abbia bisogno di tecnici con idee moderne. Penso a Baldini, Aquilani, Abate, Tomei e ad altri allenatori che propongono un calcio europeo, offensivo e coraggioso. Mi sono divertito tantissimo guardando la Nazionale guidata da Baldini. Ho visto giovani che giocano con personalità, aggressività e mentalità internazionale. È una direzione che mi piace e che spero venga perseguita con convinzione. Il problema del calcio italiano è che spesso non si ha il coraggio di puntare sui giovani. Vediamo ragazzi che si mettono in evidenza in Serie C, in Serie B o nelle nazionali giovanili, ma poi trovano poco spazio nei massimi campionati.
Prendiamo esempi come Bartesaghi, Coppola o Liberali. Hanno dimostrato di poter competere a livelli alti. Per me la strada è chiara: un anno di esperienza tra Serie C e Serie B e poi spazio in Serie A. Se un ragazzo è forte bisogna avere il coraggio di farlo giocare. All'estero i giovani vengono lanciati a 16 o 17 anni. Da noi spesso restano troppo a lungo nei campionati giovanili. È un approccio che va cambiato. Il talento in Italia c'è e i risultati delle nazionali giovanili lo dimostrano."
Filipponi parla anche del campionato di C che verrà, concentrandosi sul Girone C
"Per me il Girone C rimane il più complicato da vincere. Ci sono tante squadre con budget importanti, piazze prestigiose e grandi ambizioni. Arrivare primi in un contesto del genere è davvero difficile.
Quando poi si arriva ai playoff il discorso cambia. Ti trovi ad affrontare squadre che magari non hanno dominato il proprio girone ma che, grazie al lavoro di allenatori importanti, crescono enormemente durante la stagione. Penso all'Ascoli di quest'anno o al Pescara della stagione precedente.
Ci sono tecnici capaci di costruire identità fortissime e di valorizzare i giocatori nel corso dei mesi. Alla fine ti ritrovi davanti squadre che arrivano ai playoff con grande fiducia, organizzazione e condizione fisica. Per questo il Girone C è il più difficile da vincere, ma non necessariamente quello che poi esprime sempre la squadra promossa."






