Foscarini: “Cittadella, i playoff possono cambiare tutto. Sorpreso dal Casarano"
Intervenuto ai microfoni di TMW Radio, il tecnico Claudio Foscarini ha commentato i risultati del primo turno playoff di Serie C, soffermandosi in particolare sul percorso del Cittadella, sull’operato di Manuel Iori e sulle qualità senza tempo di Samuel Di Carmine.
Mister, ieri si è chiusa la prima fase playoff di Serie C. Quali risultati l’hanno colpita di più?
“Il risultato di Cosenza-Casarano sorprende tantissimo. Dipende molto anche da come si vivono queste partite, da come l’ambiente riesce a gestire attese ed energie. Quando il campionato non è andato come si sperava, si riversano grandissime aspettative sui playoff. Bisogna viverli nel modo giusto. Anche Pianese-Juventus Next Gen mi ha sorpreso, non pensavo che la Juventus potesse uscire subito. A volte giocare con lo stato d’animo giusto, con serenità, ti porta vantaggi enormi sia nella prestazione che nel risultato”.
Tra le squadre qualificate c’è anche il Cittadella. Che playoff può fare questa squadra?
“Il Cittadella ha fatto un campionato altalenante. Sinceramente ci si aspettava qualcosa di più sul piano delle prestazioni e dei risultati. È mancata continuità, sia da una partita all’altra sia all’interno delle stesse gare. Però magari proprio questa situazione può aiutare la squadra a ritrovarsi adesso. Nei playoff succede spesso che squadre che hanno avuto difficoltà durante l’anno riescano poi a trovare compattezza e convinzione”.
La vittoria contro il Lumezzane può rappresentare una svolta?
“La prestazione di ieri è stata positiva. Anche contro l’Arzignano si erano viste cose buone nel primo tempo, mentre nel secondo la squadra aveva sofferto tantissimo rischiando l’eliminazione. Però ora il Cittadella sta ritrovando riferimenti importanti”.
A chi si riferisce?
“Rabbi sta facendo benissimo ed è un giocatore che può spostare gli equilibri. Nei playoff vedremo tante partite equilibrate e avere un attaccante in forma fa la differenza. Inoltre il Cittadella sta recuperando giocatori importanti come Barberis, Vita e Falcinelli. Credo che possa dire la sua”.
Che giudizio dà invece sull’operato di Manuel Iori?
“Io credo che il suo lavoro sia positivo, molto positivo. È soltanto il secondo anno che allena una vera squadra professionistica e sta facendo bene. A Cittadella conosce perfettamente l’ambiente, la società e le persone che ci lavorano. Io ho sempre pensato che il vero valore aggiunto del Cittadella siano proprio le persone”.
Lei ha allenato Iori. Aveva già caratteristiche da allenatore?
“Assolutamente sì. Era già un allenatore in campo. Non serviva parlargli troppo o dargli molte indicazioni: capiva subito le situazioni, le leggeva molto bene ed era in grado di guidare la squadra quasi da solo. Era un ragazzo intelligente e questa capacità di lettura oggi gli torna utile anche da tecnico”.
Quanto può incidere l’esperienza vissuta da calciatore nei playoff?
“Tantissimo. Lui queste situazioni le ha vissute in campo, a Cittadella ma anche altrove. Sa bene cosa serve in questi momenti. Un allenatore nei playoff può essere determinante soprattutto nel trasmettere convinzione, serenità e motivazione”.











