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Ginestra: "La C andrebbe sostenuta in maniera diversa sotto l'aspetto economico"

Ginestra: "La C andrebbe sostenuta in maniera diversa sotto l'aspetto economico" TUTTOmercatoWEB
© foto di Giuseppe Scialla
Claudia Marrone
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Claudia Marrone
lunedì 22 giugno 2026, 11:27Serie C
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Una giornata sicuramente campale quella odierna, per il calcio italiano, che è in attesa della nomina del nuovo presidente della FIGC. Anche di questo, in relazione a categorie come la Serie C - che urgono di riforma -, si è parlato nel corso della diretta mattutina della radio di TuttoMercatoWeb.com con Ciro Ginestra, uno che il calcio lo conosce a 360°. Prima da calciatore, poi da allenatore.

Queste, le sue parole in merito: "Bisogna essere come sempre fiduciosi, perché è un po' che le cose nel calcio italiano non stanno andando nel verso giusto, e la colpa è un po' di tutto, di tutto il sistema. Credo che con l'avvento di Malagò, se dovesse essere lui il presidente, ci possano essere tanti cambiamenti. Possiamo finalmente indirizzare quello che è il calcio italiano, farlo tornare al top a livello mondiale, quindi dobbiamo restare fiduciosi, dobbiamo far lavorare le persone in maniera giusta. Non bisogna sempre attaccare, perché qua c'è la brutta abitudine che quando una cosa non va si pensa sempre di dover cambiare o che ci sia qualcuno di migliore, mentre alle volte la continuità alle persone che sanno lavorare viene premiata, i risultati e tutte le altre cose vengono di conseguenza. Chiaro, c'è stato questo momento di blackout a cui purtroppo un po' ci eravamo anche abituati, e giustamente c'è da farsi delle domande, perché se per tre volte non si va a un Mondiale qualche problema c'è, ma ora c'è da fare fronte comune per cercare di migliorarlo tutti insieme".

Secondo lei quali sono i punti principali su cui intervenire nel campionato o per il campionato di Serie C? Lei che è uomo di calcio e che ha vissuto anche la Serie D, un altro campionato che presenta sicuramente tante criticità.
"Intanto le regole. Perché vanno date alle società che si iscrivono, non che dopo sette o otto partite qualcuna sta per morire: non è giusto per i dipendenti che ne fanno parte, per i calciatori, per tutto il sistema. Dalla Serie C in giù è un calcio dove la gente fa questo mestiere per portare il pane a casa per i figli, spostano famiglie, bambini a scuola, si deve portare loro rispetto e dare loro dignità. E si deve evitare anche di falsare i campionati con queste situazioni che portano solo guai. Io credo alle regole nella vita, perché sono per la disciplina, sono nato così, in un altro calcio, in una casa dove c'erano le regole: certo, si può sbagliare ugualmente, ma quantomeno si fanno in un certo modo. Nei dilettanti poi è ancora peggio. Io ho allenato in piazze straimportanti nei dilettanti, a Barletta davanti a 8-10mila spettatori, ma anche li ci sono tante défaillance, tanti problemi, e bisognerebbe che qualcuno li vada a vedere. Perché fondamentalmente poi dai dilettanti vengono anche fuori calciatori che poi possono fare il bene del calcio italiano. Ce n'è da lavorare insomma. Io credo che chi prenderà in mano tutto questo saprà dove mettere le mani sicuramente più di me, non sono qua a dare consigli, però è sotto gli occhi di tutti e qualche problema fino ad adesso c'è stato".

Tra l'altro, si vedrà anche l'anno prossimo qualche squadra partire con una penalizzazione. Anche questo non è un buon segnale...
"Certo che no, perché non si parte tutti alla pari. Però una cosa posso dirla, a Crotone non ci saranno problemi, perché quella è una società serissima. Anzi, avendola vissuta da calciatore, sono convinto che farà sempre la sua parte, perché so come lavora, so che gente di calcio è, so che pubblico è e quindi, se fanno una cosa, la fanno e ci arrivano fino alla fine. La famiglia Vrenna fa calcio da tantissimi anni, hanno tirato fuori dei campioni, Florenzi, Bernardeschi su tutti, ma anche Gasperini come allenatore: con la Serie C non c'entra nulla. È naturale che avrà avuto qualche problema, ma io sono certo, certissimo, che se la famiglia Vrenna ha fatto le cose e ha iscritto la squadra, farà tutto per bene. Per il Crotone non è un introito, ma una passione viscerale".

Effettivamente in Serie C per i presidenti alle volte il calcio è più una rimessa che un guadagno.
"Assolutamente sì, soprattutto per chi non ha fatto la Serie A, perché poi ti trovi sempre con meno introiti: merchandising, stadio, tutto quello che gira intorno al mondo del calcio. Io credo che la Serie C andrebbe anche sostenuta in maniera diversa sotto l'aspetto economico, perché poi c'è troppa diversità tra Serie A, Serie B e appunto Serie C nella distribuzione delle risorse economiche che pattuiscono all'inizio. È naturale che poi devi fare di necessità virtù: tante squadre fanno il minutaggio per questo motivo qua, perché altrimenti si fatica ad arrivare fino in fondo. Nonostante ciò ti posso assicurare, perché ci ho allenato da tanti anni sia in Serie D che in Serie C, non ci sono cifre folli che girano intorno ai calciatori; ci sono cifre normalissime per quello che è il calcio oggi italiano e moderno".

Andando invece al suo personale, cosa sta bollendo in pentola?
"Tante chiacchiere, c'è ancora un momento in cui è tutto bloccato, ci sono tante squadre che ancora non hanno l'allenatore. Io provo a cercare una situazione che mi dia la possibilità di continuare quel percorso di cui ho già parlato proprio ai vostri microfoni, che è quello di un anno e mezzo fatto alla grande a Guidonia, dove abbiamo conquistato la salvezza, abbiamo vinto il campionato l'anno precedente, una finale di Coppa Italia...tante cose positive. Però bisogna trovare il percorso giusto per continuare a crescere e a migliorare. Se ci sarà, bene, altrimenti aspetteremo, cercheremo - con il mio staff - la possibilità magari in corsa. Ho 47 anni e credo che, con tutta l'esperienza e tutte le squadre che ho allenato, posso anche avere la possibilità di crescere. Questo è il nostro obiettivo, stiamo qui e attendiamo la situazione giusta".

(Per l'intervista integrale, clicca sul podcast!)

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