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Legnago convince e sogna. Donati: "Mentirei a dire che i playoff non son l'obiettivo"

Legnago convince e sogna. Donati: "Mentirei a dire che i playoff non son l'obiettivo" TUTTOmercatoWEB
Claudia Marrone
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Claudia Marrone
mercoledì 13 marzo 2024, 20:04Serie C
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Piazza Affari
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Nel corso della trasmissione di TMW Radio Piazza Affari, è intervenuto il tecnico del Legnago Massimo, che, pur trattando a lungo della sua formazione, ha parlato anche delle squadre conosciute da calciatore.

Terzo allenatore per il Bari, ma la squadra non decolla.
"Entrare in corsa non è mai semplice, quando si inizia dal punto di partenza è già spesso faticoso perché serve tempo per conoscere tutto e collaudare meccanismi che portano poi a risultati, ci sono mille variabili da conoscere, e cambiare allenatore non può essere sempre la soluzione. Specie quando, come accade, gli allenatori vengono giudicati solo dai risultati".

Come ha cambiato e ricambiato il suo Legnago quest'anno?
"Abbiamo vinto il campionato in Serie D con il 4-2-3-1, quest’anno siamo partiti col 4-3-1-2 e non è stato tutto rose e fiori, qualche passo falso è stato fatto, ma i ragazzi sono stati bravi a crederci, hanno messo dentro tanta determinazione, e questo ha fatto la differenza. Nell'arco di una stagione contano tantissimo la voglia, la determinazione e il sentirsi a proprio agio in una categoria che i miei hanno capito di poter abitare senza patemi".

E i numeri parlano per voi, soprattutto in questa seconda parte di stagione.
"Come ho detto, si è giudicati spesso dai risultati ma io sono felice della crescita dei ragazzi, mentale, tattica e tecnica, e se questo viene moltiplicato per tutti i calciatori in rosa rosa diventa tutto ancora più bello. Poi sì, i numeri ci fanno ragione, nessuno si aspettava un campionato del genere, dove tutti noi vogliamo ancora fare qualcosa. Dove finiremo non si sa, ma spingeremo fino in fondo".

Ma i playoff sono l'obiettivo?
"Ormai siamo li, sarei bugiardo se a sette gare dal termine dicessi di no. Poi, possiamo anche uscire da quella posizione di classica, ma è chiaro proveremo a stare li".

Quale è la squadra del suo girone che l'ha sorpresa maggiormente?
"Dire il Mantova è facile, ma è una squadra che ha un'organizzazione perfetta, Possanzini ha fatto un grande lavoro inculcando ottimi principi ai suoi, ma anche l'Atalanta U23, con tanti giocatori giovani e ben allenati è stata una rivelazione. Avere la loro classifica non è da tutti".

Ma il Mantova è ormai in fuga verso la B o il campionato è ancora aperto?
"Il campiamo non è chiuso, ma recuperare quei punti in sole sette gare non è semplice. Tutto può ancora succedere, e il Padova fa bene a crederci, ma non sarà semplice".

A proposito di giovani, nota una crescita nell’attenzione verso di loro?
“Io amo lavorare con i giovani, apprendono più velocemente e spesso hanno tantissima voglia di imporsi, una voglia che a volte va a sopperire a qualche lacuna tecnica o tattica. Ieri sera guardavo Barcellona-Napoli e c’era un diciassettenne a marcare bene Osimhen, a dimostrazione che essere giovane non vuol dire non essere pronto. Ma non per tutti è così".

L’Hellas Verona ha cambiato tantissimo e sembra aver trovato la quadra: se l’aspettava?
“Giuro che quando hanno fatto quelle operazioni di mercato ho pensato che fosse una cosa positiva. Hanno preso gente affamata, che corre come matti, ragazzi che forse sono meno bravi sulla carta dei giocatori che sono andati via ma che vogliono battagliare: i risultati si stanno vedendo. Per l’Hellas non è fatta, ma hanno fatto un cambiamento importante. Sembrava si dovesse trattare di una smobilitazione, invece hanno fatto bene, per ora".

Nota conclusiva: come vede il Palermo?
"Ha vissuto un campionato a fasi alterne, e questo non aiuta a stare in vetta, serve continuità per stare in alto. Ma loro sono li, ai playoff potranno giocarsi la promozione in Serie A".

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