Union Brescia-Ascoli, la finale: Corini: "Una sconfitta per tutti giocare senza tifosi ospiti"
Alla vigilia della finale d'andata dei playoff di Serie C contro l'Ascoli (clicca qui per leggere le dichiarazioni di Francesco Tomei), in programma martedì sera al "Rigamonti", il tecnico dell'Union Brescia Eugenio Corini ha presentato la sfida in conferenza stampa.
Mister, Tomei si aspetta una partita spettacolare tra due squadre che amano giocare. Lei è tra quelli che pensano che una finale vada giocata bene oppure che vada soltanto vinta?
"Le finali vanno interpretate nel modo giusto e questa si sviluppa su 180 minuti, non su 90. Ci sono tante valutazioni da fare. Sicuramente giocare la prima partita in casa è un vantaggio perché si è creato un clima straordinario, di entusiasmo e condivisione. Dovremo tradurre tutto questo in una grande prestazione. Vogliamo mettere in campo la nostra identità e le nostre caratteristiche, rispettando l'avversario ma cercando di esaltare quelle che sono le nostre qualità".
L'Ascoli richiama ricordi importanti per Brescia e anche per lei. Che effetto le fa ritrovarlo in una finale?
"Ci sono corsi e ricorsi storici, ma la storia non sempre si ripete. L'Ascoli è stata una squadra importante nella stagione che ci portò in Serie A. Ricordo anche l'anno precedente, da tifoso, quel famoso Ascoli-Brescia che avrebbe potuto cambiare il destino delle due squadre. Queste partite ti fanno capire quanto poco basti per passare dal sogno al baratro. Saranno due gare da affrontare con grandissima attenzione, sapendo che ogni errore può pesare moltissimo".
L'Union Brescia ha otto diffidati, mentre l'Ascoli non ne ha nemmeno uno. Questo influirà sulle sue scelte?
"Non entrerò nel merito delle ammonizioni. Se fai un calcio aggressivo può capitare di commettere qualche fallo. È sicuramente particolare che l'Ascoli non abbia ricevuto cartellini gialli durante i playoff. Noi abbiamo diversi giocatori a rischio, ma non farò alcuna scelta in funzione delle diffide. Schiererò la formazione che ritengo migliore per affrontare questa partita. L'unica attenzione dovrà essere quella di evitare ammonizioni inutili, soprattutto per proteste".
Quali sono le condizioni di Marras e Rizzo?
"È vero, stanno continuando a lavorare a parte e probabilmente anche domani svolgeranno un lavoro differenziato. Ma questo è il momento del 'tutti dentro'. Abbiamo ancora tempo per fare valutazioni e capire chi possiamo recuperare. Abbiamo bisogno dell'energia di tutti, anche di chi magari potrà dare un contributo di pochi minuti. In questo momento ogni risorsa è fondamentale".
Ripensando al percorso fatto da dicembre a oggi, cosa le lascia più soddisfazione?
"La cosa più importante è stata la capacità di restare uniti nelle difficoltà. Spesso dall'esterno non sono state percepite tutte le problematiche che abbiamo dovuto affrontare, ma noi abbiamo sempre avuto chiaro il percorso. Lo stare dentro le difficoltà, affrontarle e trasformarle in una motivazione è stato determinante. Abbiamo raggiunto il secondo posto e poi la finale, ma adesso manca ancora il pezzo più importante".
L'entusiasmo della città e la risposta del pubblico possono fare la differenza?
"Assolutamente sì. Il bresciano sa riconoscere il lavoro, la dedizione e la voglia di non mollare. Questa squadra ha costruito la propria forza su questi valori e la gente si è riconosciuta in questo percorso. Per me il gol dell'1-0 contro la Salernitana l'abbiamo segnato tutti insieme. Basta riguardare l'azione senza audio: si percepisce quanto vibrasse lo stadio. Quell'energia ci ha aiutato a vincere contrasti e a costruire l'azione del gol. È quello che dovremo riproporre per tutti i 95 minuti della gara d'andata".
Si affrontano le due migliori difese del campionato. Sarà una finale bloccata?
"Sono due squadre che cercano di giocare a calcio ma che hanno anche grande attenzione alla fase difensiva. Questo è stato un valore per entrambe. Tuttavia non darei per scontato che saranno partite chiuse o con pochi gol. Possono succedere tante cose. Dovremo essere bravi a capire dove l'Ascoli può crearci difficoltà e quali spazi potremo sfruttare per essere pericolosi".
Che effetto le fa sapere che non ci saranno tifosi ospiti né all'andata né al ritorno?
"È un grande peccato. Mi piacerebbe che in futuro la Lega Serie C valutasse una finale secca in uno stadio designato, sul modello della Coppa Italia, con entrambe le tifoserie presenti. Sarebbe una festa straordinaria. L'essenza del calcio è vedere i tifosi spingere la propria squadra nel rispetto dell'avversario. Il fatto che non possano esserci sostenitori ospiti né qui né ad Ascoli non va nella direzione del calcio che piace a me. Rispetto le decisioni prese, ma oggettivamente credo sia una sconfitta per tutto il movimento calcistico".











