...con Leandro Rinaudo: "Mantova, percorso bello e difficile. Bragantini, Marras e non solo: avranno mercato. Pronto a tornare in pista"
Una rivoluzione positiva. Tredici nuovi tasselli per cercare di portare la barca in salvo. Il Mantova da gennaio al termine della stagione, conclusasi con la salvezza, è stato una sorta di esperimento sociale ben riuscito. “È stato un percorso difficile ma allo stesso tempo molto bello. Abbiamo vissuto dei momenti particolari sul piano dei risultati, non riuscivamo a tirare fuori la testa ma dovevamo essere bravi a crederci sempre. È stato un lavoro emozionale e motivazionale, per me e per tutti. Quando ho preso l'incarico che il Presidente Piccoli ero abbastanza consapevole che la situazione avesse una percentuale di riuscita bassissima. Ma avevo voglia di fare un'impresa e raggiungere qualcosa di importante per regalare una soddisfazione a me, alla mia famiglia e alle persone che mi stanno accanto”, dice a TuttoMercatoWeb.com il ds Leandro Rinaudo, che per l’impresa del Mantova ha affidato le chiavi a Francesco Modesto. Il direttore sportivo ha salutato da vincitore poche settimane fa con un rendimento invidiabile (41 punti, media da quinta in classifica), la società infatti ha deciso di cambiare affidando la direzione sportiva a Fabio Brutti.
Ad un certo punto, la salvezza, sembrava utopia.
"Ci sono stati dei momenti positivi anche dopo poco tempo nel girone di ritorno ma non avevamo mai trovato quella continuità che fa fare la differenza. La squadra però lasciava intravedere delle cose positive. E soprattutto c'era una motivazione forte. Tutti insieme siamo diventati un'unica cosa. E quando dico tutti parlo dal magazziniere al ruolo più alto del club. Quella è stata la.vera vittoria. Il calcio è un lavoro di squadra, con il giusto senso di appartenenza si possono raggiungere risultati importanti".
Ha cambiato tanto. Tredici innesti, di questi alcuni stranieri.
"Eravamo costretti a cambiare tanto, a correre e trovare una soluzione quanto prima affinché i calciatori potessero suonare la stessa sinfonia per raggiungere il risultato finale. Certamente a gennaio non avevamo l'appeal che potevano avere altri club, ma il Presidente mi ha messo nelle condizioni migliori di lavorare. Abbiamo dovuto considerare anche il mercato estero, quindi aspettare il momento giusto per alcuni calciatori affinché potessero venire da noi. Per ogni ruolo avevo tre-quattro soluzioni e le ho portate avanti tutte fino alla fine. È stato, potremmo dire, un esperimento sociale".
Bragantini è diventato un uomo mercato.
"Un professionista con delle qualità importanti per la Serie B. S'è messo in mostra, ha trovato continuità nel girone di ritorno. E quando questi calciatori mettono in mostra le loro qualità risalta il bello del calcio. Bragantini è uno di quei giovani talenti che s'è messo in mostra ma non è il solo. Penso a Dembelé, come Marras, Benaissa, Kouda e tanti altri ragazzi interessanti dai quali abbiamo triato, con il tempo, le qualità. A Mantova sono stato a mio agio, motivato e soddisfatto di ciò che si faceva ogni giorno. Vedevo che la squadra rispondeva. Abbiamo centrato l'obiettivo, l'ultima partita in casa contro il Monza è stata la chiusura perfetta per salutare la gente".
A proposito del Monza: una delusione la promozione attraverso i playoff…
"Non sono d'accordo. Paolo Bianco, Burdisso, Baldissoni e tutto il club hanno fatto un lavoro importante. Quando retrocedi ti porti dietro tanti problemi. Ricordo una delle prime partite, contro l'Avellino: guardando il Monza dentro di me ho pensato che avrebbero vissuto una stagione di grande difficoltà. Il club, Burdisso e Bianco sono stati bravi a fare un lavoro certosino e a dare delle regole da seguire. Capita che i calciatori non si calino subito nella realtà della Serie B, così il Monza è stato bravo a ricompattarsi. Il Catanzaro invece è stata una grande rivelazione, ha fatto qualcosa di straordinario con una proprietà che sta dimostrando da anni grande visione. Il lavoro di Ciro Polito e Alberto Aquilani è stato di grande livello, una favola del genere meritava un finale diverso. Ma rimane il lavoro eccezionale di una proprietà che sta dimostrando che al Sud si può fare un calcio di un certo livello".
E il suo ex Palermo? Neanche quest’anno ha centrato la promozione.
"In alcuni momenti determinati del campionato e’ mancata quella continuità che avrebbe fatto la differenza alla lunga .
Le aspettative sicuramente, con l'avvento di Pippo Inzaghi, erano anche più alte. Ma Venezia e Frosinone hanno fatto un campionato strepitoso. Ci tengo a fare i complimenti al Venezia per il campionato svolto e a Renzo Castagnini che con una squadra di giovani ha fatto grandi cose a Frosinone, e la scelta di Alvini non era scontata. Questa stagione per il Palermo sono sicuro sia servita per aggiustare il tiro per il prossimo anno calcistico che sta per arrivare : la serie B e’ un campionato tanto bello quanto imprevedibile , ma il Palermo e’ destinato e pronto ormai per raggiungere l'obiettivo serie A ,lo meritano i suoi tifosi e l’intero
Club. Pippo Inzaghi e Carlo Osti sono il connubio giusto per raggiungere la serie A”.
Direttore e adesso? Torna in pista?
"Ho fatto qualche chiacchierata. Per me è determinante, se non vitale, trovare un posto dove posso sentirmi me stesso e avere a che fare con persone che possono farmi migliorare giorno dopo giorno e dare il massimo. Spero possa venire fuori qualche soluzione a me gradita per dare continuità. Sono prontissimo, carichissimo. Ma devono esserci le condizioni: due persone che si incontrano devono convincersi a vicenda. Per come vivo questo ruolo, con grande intensità e passione, devo essere pronto a carico a sposare il giusto progetto".











