Il lato nascosto del mercato: Perinetti poeta su Instagram, pubblicata una poesia sui suoi presidenti
Una vita intera passata dietro le quinte del grande calcio italiano, tra trattative serrate all'ultimo minuto, stadi infuocati e scoperte di grandissimi campioni. Eppure, dopo il suo debutto ufficiale su Instagram dei giorni scorsi, Giorgio Perinetti ha scelto di rompere i cliché del manager tutto numeri e contratti per mostrare il suo lato più intimo, umano e inaspettato. Con un video pubblicato questa mattina sul suo nuovo profilo ufficiale (@giorgioperinetti), il dirigente ha condiviso con i tifosi e gli appassionati una poesia scritta di suo pugno. Un pensiero notturno e profondo che scava dietro la facciata istituzionale del calcio moderno, toccando temi delicati come la solitudine del potere, l'attesa e la passione silenziosa che si vive dietro una scrivania.
"Chi mi conosce sa che ho passato la vita tra contratti, stadi e numeri," spiega Perinetti nell'introduzione del video. "Ma il calcio è fatto prima di tutto di emozioni, di attese, di solitudini e di passioni che spesso restano silenziose. In una notte di riflessioni, ho messo nero su bianco questi pensieri. La dedico a chi, come me, sa che dietro ogni professionista c'è sempre un uomo".
Il video, che unisce l'autorevolezza della sua voce alla potenza di un testo sincero, conferma lo spessore culturale e umano di uno dei dirigenti più stimati e longevi del nostro calcio. Un regalo romantico per tutti i tifosi delle tantissime piazze storiche che Perinetti ha guidato in oltre cinquant’anni di gloriosa carriera.
Questo il testo della poesia:
La vita mia co li presidenti
Da cinquant’anni sto in sto pallone
Cominciai giovane cor giovane Anzalone
Poi passo dopo passo come a scola
So cresciuto cor grande Dino Viola
Ma pe'nun famme più chiama' regazzino
M'annetti a fa scafa' da Corrado Ferlaino
Ma pe' lavora' se va a tutti li pizzi
E giù fino a Palermo co Ferrara e co Polizzi
Ma la Vita Nun è come la pensi
E infatti de botto me chiama Franco Sensi
Ho avuto dirigenti ricchi e poverelli
Ma puro è vero Gianni e Umberto Agnelli
L' istinto però era degli avventurosi
E me spinsi a fa Giochi da Preziosi
Era tempo proprio d'elezioni
E Sensi me rivolle co D'Antoni
Non tutti i Presidenti sono saldi
Io me ne accorsi a Napoli co Naldi
Quando ogni cosa me pareva annasse buca
Ottenni la fiducia col sogno de De Luca
Ho fatto forse male a negamme a Berlusconi
Pe ritrovamme poi in mano ad Angeloni
Ma essendo la Vita piena de sorprese
Eccome pronto a di grazie a Matarrese
Costretto lascio Bari dispiaciuto
A Siena me risveja Er Monte ben pasciuto
Er carcio se sa Nun c ha confini
Da capo a Palermo Dar vivace Zamparini
Vince però Nun serve a niente
E le valige faccio immantinente
Intanto Daniela mia unica amata Presidente
Me vola in Cielo senza pote' fa niente
Distrutto annavo co la testa china
In laguna me la riarza dagli USA Tacopina
Nessuna esperienza però risulta eterna
E Preziosi riaccende la Lanterna
La pandemia me stende come fosse vino
Dar divano me strappa un diabolico Cellino
A Siena son tornato in gran letizia
Ma LArmeno di colpo interrompe l amicizia
Pep lo spagnolo me riporta da Cellino
Ma l annata se rivela davvero un gran casino
E mentre mi sfiora un certo quale vento
Dal grande D ' Agostino invece mi presento
A Palermo nun so proprio di de no
Un Conte me riporta indietro un po’
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Er Carcio se sa premia geni ma anche puro inetti
Io me contento d' esse stato Perinetti











