Meglio salvi che mai (fra i fischi). Il pensiero di Giorgetti sulla Fiorentina
Il rischio è stato quello di slogarsi la mascella per gli sbadigli, zero tiri in porta, zero di tutto, il punticino che serviva è arrivato e la Fiorentina è salva anche per l’aritmetica.
Il Centenario dovrà turarsi il naso, esercizio che Firenze ha imparato a eseguire da tempo anche se i cori e gli insulti alla fine della partita fanno capire come la pensano i tifosi stanchi, esasperati per una decrescita infelice che mortifica la passione di una città: fate ridere, andate a lavorare, eccetera.
Ha esordito Braschi dal primo minuto: non so come si chiamino i centrali difensivi della Primavera, contro Ostigard non è stata esattamente la stessa cosa. Era forse la partita sbagliata, visto il clamoroso numero di errori tecnici e la poca voglia che la Fiorentina aveva di spostare gli equilibri.
Dal mio punto di vista i giovani vanno lanciati quando sono pronti e nelle circostanze giuste e non per soddisfare le attese generali.
Ma sono dettagli alla fine di una stagione inguardabile in tutto e per tutto, ora comincia una fase da scoprire.
A occhio sarà difficilmente peggiore di quella che è finita.
Sulla partita di Braschi:
Onestamente avrei preferito vederlo in una partita diversa, con la squadra che lo assisteva senza sbagliare sistematicamente ogni tipo di passaggio sulla trequarti.
Lasciarlo solo contro Ostigard non è stato granché.
Qualche controllo lontano dalla porta, un destro al volo debole su angolo. Poi si vede che il ragazzo ha i movimenti del centravanti.
Mi è sembrato un lancio promozionale in una partita orientata in partenza verso il pareggio.











