Quando i valori superano il tecnico, Silvio Baldini e la morte del cane Nebbia
Il ct ad interim Silvio Baldini, chiamato a dirigere le due amichevoli della Nazionale maggiore in attesa delle elezioni federali e dopo le quali tornerà all'Under 21 non ha nascosto l'emozione per questo traguardo. Ma le emozioni sono aumentate fino alla commozione quando si è trattato di dedicare questo momento per lui così importante e non si tratta di una persona.
Ecco le sue parole: "Una dedica? Non ad una persona ma a Nebbia, il pastore maremmano di mia figlia ma se ne parlo mi commuovo . Nemmeno quando ho perso mio padre avevo provato un dispiacere come questo, all’epoca la considerai una logica della vita. Ma Nebbia no…non volevo parlarvene perché, nel mondo del calcio, il rischio è che così si viene derisi, ma se si viene derisi io divento duro, durissimo, so difendermi come ho sempre fatto. Non ho allenato per sei anni, non ho mai detto ciò che non penso e, ora, vi parlo di Nebbia".
Silvio Baldini uomo vero
La definizione di Silvio Baldini come "uomo vero" riflette l'autenticità e l'anticonformismo che hanno caratterizzato tutta la sua carriera calcistica. L'episodio del pianto per il cane Nebbia è solo l'ultimo capitolo di una lunga storia di scelte guidate dai valori umani e dall'onestà intellettuale, spesso in netto contrasto con le logiche economiche del calcio moderno.
Alcuni momenti simbolo della sua autenticità
Le dimissioni da vincente: Nel 2022 ha rassegnato le dimissioni dal Palermo subito dopo aver conquistato una clamorosa promozione in Serie B. Ha rinunciato al contratto perché non sentiva la piena fiducia della nuova dirigenza, anteponendo la dignità ai soldi.
Il lavoro gratis: Durante la sua seconda esperienza alla Carrarese ha scelto di allenare senza percepire lo stipendio, firmando un contratto al minimo sindacale solo per l'amore verso la squadra della sua città e per rispetto della tifoseria.
Il rifiuto del business:
Ha sempre rifiutato l'uso dei social media e le dinamiche commerciali dei procuratori. Ha sempre dichiarato di considerare il calcio una passione spirituale e un mezzo di riscatto sociale, non un'azienda.
La schiettezza totale: Nelle sue conferenze stampa non usa mai frasi fatte, parla apertamente di fede, sentimenti, debolezze umane e amore per la natura, accettando il rischio di essere deriso dai cinici.
La solidarietà con gli ultimi:
Ha spesso aperto gli allenamenti delle sue squadre a persone in difficoltà, detenuti o ragazzi delle comunità, convinto che il calcio debba includere e aiutare chi soffre.











