Regolamento agenti, la svolta della CGUE: punto a favore della FIFA nella battaglia sulle commissioni
LUSSEMBURGO – La FIFA incassa un successo politico e giuridico cruciale nella delicata partita per la riforma del calciomercato.
Con una sentenza destinata a ridefinire gli equilibri dell'industria del pallone, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CGUE) ha riconosciuto la legittimità dei pilastri del Football Agent Regulations (FFAR).
La pronuncia offre a Zurigo una sponda decisiva per normare un comparto, quello delle procure, diventato negli ultimi vent'anni un centro di potere finanziario capace di influenzare le strategie dei club globali.
Il verdetto: sì al tetto ai compensi e alla licenza obbligatoria
La decisione dei giudici europei non si traduce in un assegno in bianco per la federazione guidata da Gianni Infantino, ma blinda un principio cardine: la FIFA ha l'autorità per disciplinare l'attività degli intermediari, purché gli interventi garantiscano il corretto funzionamento del sistema e rispettino criteri di proporzionalità.
Nello specifico, la Corte ha promosso le misure più duramente contestate dai procuratori:
Licenza internazionale: obbligo di superare l'esame FIFA per esercitare la professione.
Salary cap: introduzione di un tetto massimo alle commissioni.
No ai mandati multipli: divieto assoluto di rappresentare più parti nella medesima trattativa.
Pagamento diretto: il compenso deve essere corrisposto esclusivamente dal cliente assistito.
La guerra dei cento milioni: la tesi dei procuratori
Le riforme avevano sollevato un muro di resistenza da parte delle principali associazioni di categoria europee, pronte a denunciare una presunta violazione della libera concorrenza e del diritto d'impresa. Sebbene la CGUE abbia demandato ai singoli tribunali nazionali la valutazione di alcuni dettagli applicativi, ha comunque stabilito che gli obiettivi di Zurigo – trasparenza, contrasto ai conflitti d'interesse e stabilità contrattuale – rappresentano finalità del tutto legittime.Il peso economico del mercato delle procureLa necessità di un intervento regolamentare emerge con chiarezza dai bilanci ufficiali.
Prima della stretta sulle FFAR, i flussi finanziari verso gli intermediari avevano toccato vette storiche.
Nel solo 2023, i club mondiali hanno versato agli agenti la cifra record di oltre 880 milioni di dollari.
Numeri che spiegano il braccio di ferro in atto: calmierare le tariffe significa frenare la spirale inflattiva che grava sui bilanci delle società calcistiche.
Verso la riforma del 2027: ora si cerca il dialogo"
La sentenza riconosce non solo la validità delle regole, ma l'autorità stessa della FIFA nel governare l'ecosistema del calcio professionistico", ha commentato con soddisfazione Emilio García Silvero, Chief Legal and Compliance Officer della federazione.
La decisione giunge in un momento di profondo restyling per la governance mondiale, che punta a far scattare una riforma globale del sistema trasferimenti dal 1° gennaio 2027.
Nonostante il punto messo a segno a Lussemburgo, la FIFA ha già annunciato l'intenzione di riaprire un tavolo di confronto con i rappresentanti degli agenti nelle prossime settimane.
L'obiettivo è disinnescare ulteriori ricorsi e blindare la transizione verso un mercato che Zurigo vuole più trasparente e con meno aree grigie.






