Taylor non arbitra più: "Chiunque mentirebbe se dicesse che non lo toccano due aspetti"
Un mese e mezzo fa circa Anthony Taylor arbitrava l'ottavo di finale del Mondiale tra Spagna e Portogallo a Dallas. Oggi, invece, non è presente per l'inizio delle competizioni in Inghilterra. L'arbitro inglese ha appeso il fischietto al chiodo, ritirandosi, e in un'intervista concessa alla BBC racconta i motivi che l'hanno spinto a prendere questa decisione a 47 anni. Dopo aver diretto 668 partite nel calcio professionistico inglese, ogni principale finale delle coppe nazionali e 163 gare internazionali.
La spiegazione
"Un immenso privilegio, ma la pressione è intensa e la gogna mediatica è costante", ha spiegato nell'annuncio di quasi un mese fa. "Ha fatto parte della decisione", spiega Taylor. "Qualsiasi arbitro vi mentirebbe se dicesse che quella pressione o quell'attenzione mediatica non lo toccano, perché si tratta di una naturale reazione umana. Una delle sfide che gli arbitri affrontano a tutti i livelli è comprendere fino in fondo le difficoltà del ruolo: la paura di sbagliare, l'opinione pubblica, i tifosi, gli allenatori, i genitori, i media, i colleghi. Tutti elementi che alimentano insicurezze e mancanza di fiducia; da lì la situazione può sfuggire di mano e si perde la capacità di avere certezza in ciò che si fa in campo".
Uomini di "ghiaccio"?
"Tutti affrontano momenti in cui, dopo aver vissuto a lungo in quel contesto, le energie calano", racconta l'ormai ex direttore di gara. "E questo inizia a ripercuotersi sulle motivazioni e sulla fiducia in se stessi. Si torna sempre lì: 'Devo ripartire, assicurarmi di non sbagliare, voglio ancora arrivare a quel torneo o dirigere quella partita'. È una sensazione concreta che provano tutti. Ero molto sicuro dei miei meccanismi d'adattamento per gestirla. La scelta di ritirarmi si basa unicamente sul fatto che corpo e mente hanno seguito il loro corso naturale in questo ruolo: ora sono pronti a intraprendere un nuovo percorso".
L'addio dopo il Mondiale
Dopo aver diretto tre partite nel suo secondo Mondiale, Taylor sostiene di aver preso la decisione di ritirarsi nel "momento perfetto". Nonostante "un pizzico di tristezza" perché "si tratta di una parte enorme della mia vita in cui mi mancherà essere coinvolto". "Volevo decidere quando smettere alle mie condizioni. E non credo ci sia un palcoscenico migliore su cui chiudere della Coppa del Mondo".






