Italia, con la Turchia per la svolta. Polverosi: "Ripartiamo dalla difesa, la nostra prima forza"
"Bisogna ripartire. Ancora e ancora". È questo il punto di partenza dell'editoriale firmato da Alberto Polverosi sul Corriere dello Sport alla vigilia di Turchia-Italia, seconda giornata di Nations League. Il giornalista invita gli azzurri a ritrovare innanzitutto le proprie caratteristiche storiche, senza inseguire per il momento modelli difficilmente replicabili: "Inghilterra-Spagna 2-3 per ora non ci riguarda, noi stiamo vivendo in un'altra dimensione". Il riferimento è soprattutto alla fase difensiva: l'Italia ha concluso le qualificazioni al Mondiale con 12 reti subite e ha cominciato la Nations League incassandone altre due contro il Belgio. "La nostra prima forza è sempre stata la difesa ed è da lì che dobbiamo ripartire", sottolinea Polverosi, ricordando come contro i belgi il passivo avrebbe potuto essere ancora più pesante senza gli interventi di Donnarumma.
Polverosi: "Possiamo vincere anche senza dominare"
Per uscire dalla crisi, secondo Polverosi, l'Italia deve essere disposta anche ad adattarsi alle proprie possibilità attuali: "In Turchia possiamo vincere anche senza dominare, se ci difendiamo e ripartiamo mica c'è da vergognarsi". Il paragone proposto è con Capo Verde, capace di fermare sullo 0-0 la Spagna al Mondiale affidandosi soprattutto alla fase difensiva. Non un modello da replicare integralmente, ma un esempio di come sfruttare al massimo le proprie caratteristiche invece di inseguire quelle degli avversari.
Non solo tattica: contro il Belgio è mancata la reazione
Il problema evidenziato dall'editoriale non è però esclusivamente tecnico. Dopo il 2-0 del Belgio, infatti, all'Italia restava ancora quasi metà secondo tempo per provare a reagire, ma per oltre un quarto d'ora gli azzurri non sono riusciti a cambiare passo. "La reazione può essere nervosa, caotica, può portare a una serie di ammonizioni, ma se manca lo spirito crolla tutto". Contro la Turchia servirà quindi maggiore protezione della difesa, ma anche una risposta caratteriale dopo una partenza in Nations League che ha nuovamente evidenziato le fragilità della Nazionale.






