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Arbeloa risponde a Mbappè: "Decido io chi gioca, non il nome sulla maglia. Non era in grado"

Simone Lorini
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Simone Lorini
venerdì 15 maggio 2026, 16:14Calcio estero
15.05.2026 16:14Calcio estero
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Federico Titone/BernabeuDigital.com

Interpellato sul presunto conflitto con Kylian Mbappé, il tecnico del Real Madrid Alvaro Arbeloa ha rivendicato con fermezza la propria autorità: "Se non lo schiero è ovvio che non possa giocare: sono l'allenatore e decido io chi scende in campo. Ci ho parlato prima della partita e non so cosa possa aver interpretato. Quattro giorni fa non era nemmeno in grado di stare in panchina; non poteva partire titolare perché non era una sfida di vita o morte. Ho scelto Gonzalo perché veniva da un ottimo lavoro. Capisco che chi non gioca non sia felice, e posso comprendere che oggi Kylian sia scontento".

Il tecnico ha poi ribadito il concetto riguardo a un possibile distanziamento: "Finché siederò su questa sedia, deciderò io chi gioca e chi no, a prescindere dal nome sulla maglia. Se ai giocatori sta bene, perfetto; altrimenti, che aspettino la prossima partita".

Sui fischi del pubblico e il rendimento delle stelle, l'allenatore ha cercato di fare da scudo: "Chiedo sempre il sostegno dei tifosi per tutti i miei giocatori. Vinícius e Mbappé sono due pilastri su cui il club ripone grandi speranze. La nostra tifoseria è molto esigente, ma quando torneranno a segnare, torneranno anche gli applausi. So bene cosa provano giocatori di questo livello con un ego così smisurato. Non mi aspetto da loro ciò che io ho dato per loro; conosco i calciatori, non si smette mai di esserlo nell'anima".

Nonostante le difficoltà, Arbeloa ha respinto l'idea che la sua esperienza al Real si stia trascinando troppo a lungo: "Non si soffre mai stando al Madrid. Certo, non è una situazione comoda per nessuno; sappiamo quanto sia alta l'asticella e veniamo da una stagione negativa, il che rende tutto più complicato. Abbiamo una grande responsabilità: dobbiamo andare a Siviglia per vincere e poi conquistare l'ultima partita qui in casa. La nostra gente se lo merita".

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Immagine editoriale di Luca Calamai
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