Brahim Diaz, una stagione di alti e bassi al Real Madrid: da titolare a riserva. Ma ora Arbeloa...
Una stagione vissuta sulle montagne russe, senza vie di mezzo. Brahim Díaz è passato in poche settimane da comprimario a protagonista, fino a ritrovarsi nuovamente a fare i conti con la panchina. Un’alternanza netta, figlia anche dei cambiamenti nell’assetto offensivo del Real Madrid. A fare il bilancio della stagione dell'ex Milan è il quotidiano spagnolo As.
L’assenza di Kylian Mbappé aveva spalancato le porte dell’attacco al talento malagueño, schierato accanto a Vinicius e capace di sfruttare al meglio l’occasione. Cinque partite consecutive da titolare, 359 minuti complessivi e un rendimento convincente: il momento migliore della sua esperienza in blanco. Ma con il ritorno della stella francese, lo spazio si è inevitabilmente ridotto, riportandolo al punto di partenza.
Molto dipenderà anche dalle scelte di Arbeloa in vista della sfida contro il Maiorca. Il tecnico ha lasciato intendere possibili rotazioni, soprattutto per Vinicius: “Vini è stanco, come è normale. Non credo che si sia fermato un solo giorno dall’inizio del 2026. Nemmeno un solo giorno. Vedremo come si sentirà oggi, prima della partita di domani. E decideremo”. Una decisione che potrebbe riaprire spiragli proprio per Brahim.
Nel frattempo, la sua duttilità resta un valore. Può essere impiegato anche a centrocampo, come già accaduto dopo l’infortunio di Bellingham, o sfruttato come arma a gara in corso. Arbeloa, infatti, non ha dubbi sul suo peso: “Sono sicuro che continuerà a giocare molto da qui alla fine della stagione perché se lo sta meritando e si sta dimostrando molto importante. Ci sta dando molto fin dall’inizio ed è in grado di entrare dalla panchina e dare il suo contributo. Viene da una situazione difficile, ha saputo lottare e, quando gli ho dato l’opportunità, ha dimostrato che tipo di giocatore è”.











