Bufera sulla Federcalcio somala: il candidato alla presidenza parla di traffico di esseri umani
Una vicenda dai contorni gravissimi scuote il calcio africano, in particolare quello somalo. La Federazione calcistica della Somalia (Somali Football Federation) è finita nel mirino dopo le accuse lanciate da Deeq M Afrika, candidato alla presidenza dell'organismo, che ha chiesto l'apertura di un'inchiesta indipendente su presunte attività legate al traffico di esseri umani e alla migrazione clandestina.
Secondo quanto denunciato dal candidato, alcuni membri della struttura federale avrebbero utilizzato il calcio come possibile strumento per favorire l'uscita illegale di persone dal Paese, sfruttando la possibilità di viaggi e trasferte legate all'attività sportiva. Accuse pesantissime, che al momento restano tali e dovranno eventualmente essere verificate attraverso gli accertamenti delle autorità competenti. Deeq M Afrika, ex calciatore della nazionale somala e oggi impegnato nella corsa alla guida della federazione, ha costruito la propria campagna elettorale proprio sul tema della riforma e della trasparenza della gestione del calcio nazionale. Tra le sue proposte figurano audit indipendenti, maggiore controllo sulle decisioni federali e un sistema più aperto nei confronti di club e tesserati.
La Federazione somala, che gestisce il movimento calcistico del Paese e la nazionale, non ha finora diffuso una risposta specifica alle accuse di traffico di esseri umani. La vicenda apre comunque un caso delicatissimo per il calcio locale, già chiamato a fare i conti con la necessità di rafforzare strutture, credibilità e governance. Ora la richiesta è chiara: fare luce sui fatti e stabilire se dietro le denunce ci siano responsabilità concrete o se si tratti di uno scontro politico in vista delle elezioni federali.
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