Deportivo, Benassi: "Differenza tra Spagna e Italia? La mentalità. Qui i giocatori crescono davvero"
Lunga intervista, quella rilasciata quest'oggi in esclusiva a TuttoMercatoWeb.com, quella del CEO del Deportivo de A Coruña Massimo Adalberto Benassi, l'italiano che ha guidato la rinascita del club galiziano, reduce dalla promozione che lo ha riportato in Liga dopo otto difficilissimi anni.
Tra i vari temi toccati, anche quelle che sono le principali differenze tra il modello Spagna e il modello Italia. Sul quale il dirigente si è così espresso: "Ne faccio una questione di mentalità. In Spagna se c’è un under 23 bravo nessuno si fa problemi a puntarci, a farlo giocare. E il risultato lo vediamo poi con la Nazionale maggiore. Nel nostro caso, in squadra abbiamo avuto la scorsa stagione due italiani, Quagliata e Mulattieri, due giocatori che avrebbero potuto benissimo stare in A. L’idea che abbiamo però qui è quella di puntare davvero su giocatori giovani e farli crescere".
Ha quindi aggiunto: "Noi valutiamo il profilo del giocatore e l'età. Abbiamo alcune regole non scritte: il 25% della rosa deve arrivare dal settore giovanile, il 50% deve essere under 25. Queste sono le basi. E Lorenzo, dopo un anno in Spagna, parla perfettamente spagnolo e conosce benissimo il calcio e l’ambiente spagnolo. Ci è sembrata una scelta logica puntare su di lui, all'interno della nostra programmazione sportiva".






