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Il permissivo e il possessivo: Ancelotti contro Guardiola, rivincita tra geni diversi

Dimitri Conti
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Dimitri Conti
martedì 9 maggio 2023, 11:23Calcio estero
09.05.2023 11:23Calcio estero
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Federico Titone

Cominciano ufficialmente questa sera le semifinali di Champions League, con il primo atto dell'elettrizzante sfida tra Real Madrid e Manchester City. Storia e blasone nella storia del gioco contro innovazione dettata dalla forte liquidità disponibile dall'Oriente, sono due universi che si affrontano, anche sulle panchine. Carlo Ancelotti e Pep Guardiola, accomunati dalla straordinaria capacità di vincere e accumulare successi ma profondamente differenti sia come esseri umani che, soprattutto, in quanto allenatori.

Il permissivo e il possessivo
Molto più permissivo e concessivo il primo, pragmatico al punto da non avere uno schema-tipo che identifichi la sua carriera (provate a negare che il 4-3-3 lo sia per l'altro, ad esempio) e da risultare il più vincente di sempre della Champions League, che per l'altro - ben più possessivo e maniaco del controllo quando si parla di calcio, schemi e possibilità di uscirne - sta cominciando a diventare un pallino, al limite dell'ossessione. Dominatore dei campionati e delle altre competizioni, il secondo proverà a vendicare la semifinale dell'ultima edizione, quando l'ultimo atto, che ha poi decretato l'ennesimo trionfo di Re Carlo, è sfuggito sul più bello e quando ormai sembrava saldamente in pugno. Il bello e il brutto del calcio, semplicemente meraviglia quando si sfidano due geni tanto diversi.

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