PSG, Safonov sul motivo per cui è diventato portiere: "Detesto correre"
Matvey Safonov ha rivelato che la sua carriera da portiere è nata quasi per caso. Cresciuto in una famiglia di sportivi — il padre era un allenatore di basket alto due metri —, il classe '99 del Paris Saint-Germain ha praticato taekwondo, nuoto e persino scacchi prima di scegliere il calcio. L'ingresso nell'academy del Krasnodar avvenne dopo la visita di uno scout a scuola: "Cercavano ragazzi alti e mi hanno messo in porta al secondo allenamento. È andata benissimo: odio correre e preferisco farlo fare agli altri", ha scherzato l'estremo difensore russo.
L'approdo all'ombra della Tour Eiffel ha rappresentato il punto di svolta definitivo per la sua maturazione. Dopo una prima stagione positiva da dodicesimo con 17 presenze all'attivo, Safonov ha dovuto superare l'impatto psicologico dell'arrivo di Lucas Chevalier, vivendo diversi mesi in panchina prima di riconquistare spazio nel gruppo. "Questi due anni sono stati cruciali: sono cambiato profondamente a livello mentale, fisico e tattico. Senza Luis Enrique non sarei il portiere che vedete oggi".






