Sembrava uno scherzo, è diventato un attacco frontale: tra Atletico e Barça è guerra totale
La tensione tra Atletico Madrid e Barcellona continua ad alzarsi, trasformando la polemica sul caso Julián Álvarez in una vera e propria guerra di comunicati e messaggi social. Dopo la serie di provocazioni legate alle presunte offerte per Lamine Yamal, Pedri e Raphinha, il club rojiblanco ha rincarato la dose pubblicando un ulteriore messaggio ironico in cui ha sottolineato come la sua intera operazione fosse una "simulazione creata in pochi minuti per mostrare quanto sia facile manipolare la realtà".
Nel post, l’Atlético ha invitato a "non credere a tutto ciò che si vede, soprattutto quando riguarda il Barça", accompagnando il testo con immagini generate dei tre giocatori blaugrana in maglia rojiblanca. Ma non è finita lì; in un messaggio successivo, il riferimento è andato anche al direttore sportivo Deco, con cui l’Atlético ha smentito categoricamente qualsiasi trattativa o contatto, definendo "prive di fondamento" le indiscrezioni circolate. Infine, il club madrileno ha chiuso la sequenza con un comunicato dai toni più duri, in cui denuncia quella che definisce una campagna mediatica ostile contro una propria figura e fa riferimento a presunti favoritismi concessi ai catalani per l'iscrizione di giocatori e scandali arbitrali del passato del calcio spagnolo, alludendo indirettamente al caso Negreira.
"L’Atlético de Madrid non farebbe mai una cosa del genere. Negli ultimi mesi però stiamo subendo una campagna di attacco e demolizione nei confronti di uno dei nostri giocatori. Notizie che filtrano, fake news, continue mancanze di rispetto, la versione blaugrana della macchina mediatica che inventa storie, chiamate prima degli scontri diretti... Ma d’altra parte, nemmeno a noi verrebbe in mente di avere a libro paga il vicepresidente degli arbitri o di ricorrere a favori politici per iscrivere giocatori. Rispetto e valori".











